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Cgil: “Allarme precari, 230 mila contratti in scadenza”

Contratti in scadenza. Foto Internet

Sarà un 2013 amaro per oltre 200 mila precari in Italia. Secondo la Cgil, il 31 dicembre la gran parte dei contratti scadrà lasciando senza lavoro e senza stipendio decine di migliaia di famiglie.

L’allarme lanciato dal sindacato è chiaro: “È una vera e propria bomba sociale che deve essere disinnescata attraverso un provvedimento urgente di proroga dei contratti”. La scure dei tagli si abbatterà sui precari della scuola poiché “al termine dell’anno scolastico – sottolinea la Cgil – saranno oltre 70 mila persone del settore scuola a ritrovarsi senza contratto, senza stipendio e senza lavoro, per la scadenza naturale del loro contratto”.

Il sindacato chiarisce che “la manovra di taglio delle dotazioni organiche delle amministrazioni centrali, tra questi ministeri, enti previdenziali, agenzie fiscali, enti di ricerca e altro, ha portato a 4.028 posti di lavoro in meno e ad altrettante eccedenze di lavoratori”. Dati che per la Cgil sono assolutamente parziali, col rischio di avere cifre molto più consistenti di quelle dichiarate dalla Ragioneria generale dello Stato. Dal conto, infatti, mancherebbero alcuni ministeri ed enti come l’Inps, la Presidenza del Consiglio, le agenzie fiscali oltre a Comuni e Province. Poca chiarezza anche sul destino di oltre 5 mila persone collocate all’interno dei Centri per l’impiego.

Le stime della Cgil parlano di oltre 160 mila impiegati della Pubblica Amministrazione che non otterrebbero il rinnovo. Un enorme bacino di precariato che conterebbe 90 mila contratti a tempo indeterminato, 12 mila interinali, 18 mila lsu, 42 mila contratti di collaborazione.
Altro settore che verrebbe toccato dai tagli è quello sanitario, con 40 mila lavoratori a rischio di cui 10 mila medici.
La presa di posizione della Cgil è tanto netta quanto dura: “Sarebbe grave se il Governo continuasse ad ignorare il problema rendendosi in tal modo responsabile di licenziamenti di massa”.

Marco Cirincione

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