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Cattaneo: “Con 8 mila euro al mese non ce la faccio”

L’Assessore della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo – Foto internet

 

Farcela con 8 mila euro di stipendio al mese? Non è possibile secondo alcuni esponenti politici, colpiti dai tagli del Governo Monti. Riportiamo ciò che Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, ha affidato al proprio social network di fiducia, Twitter: “Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30.11 e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare? Non rubo e quindi non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, ecc. non so come fare!”.

Ecco, scusate l’intromissione diretta di chi scrive, ma siamo pressoché sicuri che, chi legge, per raggiungere le tanto impopolari 8 mila euro, deve aspettare almeno mezzo anno. Almeno in grande percentuale. Al secondo (o primo) posto chi invece quella cifra non la raggiunge neanche in un anno. Bene, siamo qui a leggere (o scrivere) questo articolo, ce la facciamo. Conclusione? Crediamo che 8 mila euro al mese siano anche troppi per ‘sopravvivere’.

Cattaneo non si accontenta di alimentare un’inevitabile polemica con le prime frasi riportate sul Social: infatti, prosegue sottolineando che adesso guadagna “circa 8 mila euro per 12 mensilità. Non è poco, è distante dai 14 mila di cui si favoleggia. Dopo, circa la metà. Se fossi rimasto un dirigente – prosegue l’esponente del Pdl – guadagnerei già ora di più, figuriamoci dopo i tagli. Che faccio? Siamo sicuri che così la politica migliorerà? Ogni dittatore diventa tale a furor di popolo. È solo dopo che il popolo si accorge del mostro che ha generato! Attenzione! Chi ci va di mezzo è proprio chi lavora e fa politica sul serio“. Ecco, prima analisi: Monti diventa improvvisamente un “dittatore” appena tocca gli stipendi dei politici. Mentre quando ha svuotato i portafogli di tutti gli italiani era semplicemente per ovviare alla crisi, per fare sacrifici necessari alla ripresa. Seconda analisi: non crediamo ci sia qualcuno che voglia fatta una lezione di morale, di etica o di come fare “politica sul serio” (e per farlo nomina “chi lavora”) da uno che non capisce come questo ‘sfogo’ sia anacronistico, visti i tempi che corrono e la situazione in cui vertono l’80% degli italiani.

Viene da chiedersi: noi, con 8 mila euro al mese, o 4 mila con i tagli, riusciremmo a varcare la soglia della sopravvivenza? Non rispondiamo, è talmente ovvio…

Ignazio Cusimano

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