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Catania travolgente: 4-0 alla Lazio e 6° posto, cronaca e pagelle

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La partita

E’ una slavina, uno tsunami, quello che si abbatte al Massimino su una Lazio molle, mollissima, cui manca la vittoria da tre partite. Finisce 4-0 per gli etnei, in una domenica che serve a risollevare morale, classifica e cancellare le delusioni delle ultime partite.

E’ il Catania che ti aspetti: trascinati dalla rabbia per i recenti torti arbitrali subiti e dall’amarezza per la mancata vittoria di Udine, sfuggita a una manciata di secondi dal termine, sospinti da un pubblico eccezionale, i rossoazzurri fanno strazio dell’undici di Petkovic, orfano dello squalificato Klose e fiacco all’inverosimile.

Nonostante l’unico punto conquistato nelle ultime tre partite, il tecnico bosniaco si affida al suo consueto 4-1-4-1, con Candreva, Hernanes, Lulic e Mauri dietro l’unica punta Rocchi.

Maran risponde con un 4-3-3 di montelliana memoria, che tanto bene aveva portato in avvio di stagione. Tornano Marchese e Legrottaglie dal primo minuto, Rolin va in panchina, titolare Alvarez. In avanti il tridente argentino composto da Barrientos, Bergessio e Gomez, con Castro in panchina.

Il Catania aggredisce subito e prende il dominio del centrocampo, dove i biancocelesti appaiono sfilacciati, svogliati, e non impiega molto a portarsi in vantaggio: all’8’ Gomez parte palla al piede, punta in velocità la difesa avversaria e spara un sinistro violento sul primo palo, con Bizzarri che si fa sorprendere sul suo angolino. Il vantaggio catanese non scuote gli ospiti, che anziché reagire si afflosciano come un fiore appassito ed entrano in crisi, soprattutto sugli esterni dove Konko soffre maledettamente Gomez e Marchese.

Al 25’ Izco affonda in area di rigore e trova il tocco con la mano di André Dias. Mazzoleni non ha dubbi: indica il dischetto e concede il rigore, trasformato da Lodi.

La Lazio più abulica della stagione non riesce a rialzarsi, anzi, nel giro di 3’ tracolla nuovamente, quando Marchese, con una delle sue scorribande sulla sinistra, crossa un pallone velenoso in mezzo, sul quale chiude Gomez, inseritosi sul secondo palo: 3-0 che mette in naftalina la partita già nei primi 45’.

Nella ripresa Petkovic lascia negli spogliatoi uno spentissimo Hernanes e Cavanda e inserisce Brocchi e Floccari. Gli ospiti sembrano andare un po’ meglio, anche se in campo c’è solo l’ombra della squadra scintillante che aveva incantato nelle prime 8 giornate di campionato.

I biancocelesti palesano gravi difficoltà a centrocampo e, complice una difesa sfilacciata, patiscono i contropiedi velocissimi dei padroni di casa. Su uno di questi, Gomez, lanciato da Marchese sulla fascia, si lancia verso la porta e serve in mezzo un pallone al bacio per l’accorrente Barrientos, che di sinistro mette in rete.

E’ un 4-0 finale meritato, che fa andare in visibilio il popolo del Massimino e che annienta psicologicamente una Lazio irriconoscibile, costretta a rimettersi in piedi al più presto in vista del derby capitolino della prossima settimana. E’ un punto di svolta per la stagione dei biancocelesti: contro la Roma si risorge o si entra in una crisi che potrebbe portare gravi conseguenze nell’ambiente laziale.

Il Catania scaccia via i fantasmi degli errori arbitrali e lo fa nel migliore dei modi, con una prestazione rabbiosa e convincente, con il piglio di una squadra vera. Il sesto posto è lì, i rosso azzurri vedono la zona Europa, consapevoli della loro forza. Sabato, allo stadio Is Arenas di Quartu Sant’Elena, gli uomini di Maran affronteranno il Cagliari. Altra storia, quella, con il Catania mai vincente in trasferta. Ma si sa, la prima volta è sempre dietro l’angolo…

Le pagelle

Andujar 6 – Praticamente quasi sempre inoperoso. Sei politico.

Marchese 7,5 – A sinistra fa il bello e il cattivo tempo, aiutato da un Konko disastroso sia in fase offensiva che in quella difensiva. Firma l’assist per il gol del 3-0.

Legrottaglie 7 – Solita sicurezza al centro della difesa. L’esperienza è dalla sua parte.

Spolli 6,5 – Impeccabile su Rocchi, un po’ impacciato su Floccari. Buona prova.

Alvarez 5,5 – Non commette errori gravissimi, ma è poco sicuro. Si carica di falli e non si vede nemmeno in attacco.

Lodi 7 – Segna il 2-0 con un rigore perfetto. Al centro del campo orchestra l’azione con la consueta qualità.

Izco 6,5 – Ormai diventa banale scriverlo: corre come un motore tutta la partita. Si sfianca in interdizione e supporta Lodi nel migliore dei modi.

Almiron 6 – Il suo è un lavoro oscuro, di pressing e senso della posizione. Non è in formissima, ma supporta degnamente il centrocampo.

Gomez 8 – Man of the match. E’ una spina nel fianco costante per Konko, che se non impazzisce poco ci manca. Per lui due gol e un assist. Fenomeno.

Bergessio 6 – Oggi per lui c’erano tutti i presupposti per far bene. Peccato per lo stiramento alla mezz’ora.

Doukara 6,5 – Forte il giovanotto, che da solo mette in apprensione Dias e Biava per tutta la ripresa. Promettente.

Barrientos 7 – Meno devastante di Gomez, a causa di maggiori compiti in fase di non possesso,ma comunque sensazionale. Segna e mette in mostra giocate di grande qualità.

All. Maran 8 – Sfortunato fino ad oggi, finalmente ritrova una giornata positiva. Il suo Catania pratica un calcio tra i più spettacolari del campionato.

Paolo Guagliardito

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3 commenti

  1. paolo stai sorpassando ogni limite , caro nipote gia soffrivo al fatto che sei nato juventino ma ora puru giornalista del catania no nooooooooo non lo posso accettare tu non sai che pugnalata peggio ancora ri nasciri catanisi recuperati sei ancora in tempo haahahh ;-)) forza palermo sempre

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