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Catania – Napoli 0-0, un punto che vale oro

Immagine del match Catania - Napoli
Foto: sport.sky.it

Il Catania conferma la sua reputazione di ‘bestia nera’ del Napoli e ferma con uno 0-0 la striscia di 3 vittorie in campionato dei partenopei. Negli undici precedenti al Massimino, infatti, gli azzurri non hanno mai vinto, racimolando solo 5 pareggi e ben 6 sconfitte.

L’undici di Mazzarri si schiera col consueto 3-4-1-2, con Hamsik a supporto della coppia d’attacco Cavani – Pandev. Il Catania risponde con il suo ormai rodato 4-3-3, con Spolli preferito a Bellusci al centro della difesa. Ma c’è poco spazio per i tatticismi: la svolta avviene dopo appena novanta secondi.

Alvarez controlla male un retropassaggio di Legrottaglie, Cavani ne approfitta, gli ruba la sfera e sguscia via verso Andujar, prima di essere steso dall’argentino. Per Bergonzi non ci sono dubbi: chiara occasione da gol e cartellino rosso diretto, con i rossazzurri costretti ad affrontare in dieci uomini i restanti 88 minuti. Maran ridisegna il modulo, passando ad un difensivo 4-4-1, arretrando Barrientos.

Il Napoli prova a prendere campo e Maran corre ai ripari, togliendo proprio Barrientos e inserendo Bellusci. La difesa ha bisogno di qualche minuto per risistemarsi e sbanda pericolosamente, con Dzemaili e Cavani che provano ad approfittarne, ma le loro conclusioni dalla distanza non hanno molta fortuna.

Anche i padroni di casa mettono il naso fuori dalla propria metà campo e creano un’azione pericolosa con Lodi che di controbalzo cerca e trova Spolli al centro dell’area, ma la palla scivola sul fondo. Il Napoli fa un possesso palla poco incisivo e non riesce sfondare la retroguardia abbottonata del Catania, che costringe gli azzurri a cercare spesso, quasi ossessivamente, la conclusione dalla distanza. Il più pericoloso è Cavani che dopo un paio di dribbling al limite scarica dai venti metri un bolide che impegna severamente Andujar.

Nel secondo tempo Mazzarri inserisce Insigne al posto di Inler, per un Napoli a trazione offensiva, alla disperata ricerca del gol del vantaggio. Ma Maran non sbaglia nulla, il Catania è un bunker e dimostra una solida organizzazione tattica. Il tecnico rossazzurro inserisce Izco, più dinamico di Biagianti, mentre dall’altra parte Mazzarri prova il tutto per tutto, sostituendo Aronica, un difensore, con Edu Vargas, attaccante e autore di una splendida tripletta giovedì, in Europa League, contro l’AIK Solna.

Ma il copione del match non cambia: gli azzurri giocano solo in orizzontale e cercano soluzioni unicamente dalla distanza, creando davvero pochi pericoli agli avversari, mentre gli etnei difendono con tenacia e solidità. Anzi, nel finale di partita sono proprio i padroni di casa a sfiorare per ben due volte il vantaggio, con Gomez stoppato prima da una straordinaria parata di De Sanctis e, al minuto 89, dal palo esterno.
Il Catania conquista quindi un punto che vale quasi come una vittoria, dopo una partita giocata in dieci uomini, a denti stretti per tutti i 90 minuti, rischiando persino di portare a casa l’intera posta nel finale. Maran non sbaglia praticamente niente: la sua squadra è solidissima, tosta oltre ogni immaginazione. I cambi danno freschezza quando ce n’è bisogno e il Catania non va mai in difficoltà.

Il Napoli, d’altro canto, è parente lontana della squadra ammirata nelle prime tre partite e dimostra scarsa lucidità. I ‘tre tenori” sono sottotono e imprecisi, e non riescono a creare una palla gol che sia una. La squadra di Mazzarri perde così la testa della classifica, rimanendo a 2 punti dalla Juventus, vincente nell’anticipo di sabato sera contro il Chievo. Il Catania sale a quota 5 punti in classifica. Alla prossima c’è l’Atalanta.

Paolo Guagliardito

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3 commenti

  1. sono stati grandissimi! una splendida partita, purtroppo viziata dall’espulsione di Alvarez, senza questa non penso che il napoli usciva indenne dal massimino

    1. Senza l’uomo in meno il Catania sarebbe senz’altro stato più pericoloso nella fase offensiva. Peccato, ma il pareggio va comunque bene.. 🙂

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