Economia & Lavoro

Cassa Integrazione per la Gesip, I sindacati: “Delusi”

La Gesip sull’orlo del baratro (foto Internet)

Ieri il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha annunciato la Cassa integrazione dall’1 settembre al 31 dicembre 2012 con un mensile di 970 euro più gli assegni familiari per ogni singolo lavoratore della Gesip che così evitano lo spauracchio del licenziamento.

Decisione che non è andata giù ai sindacati. Ecco il comunicato stampa congiunto:

La cassa integrazione in deroga a zero ore rappresenta un duro colpo per i lavoratori e per i cittadini che patirebbero il blocco di tutti i servizi essenziali. Siamo fortemente preoccupati, ad oggi non c’è nessuna chiarezza sulle risorse da impiegare per pagare gli ammortizzatori sociali in tempi certi, al momento risultano in pagamento quelli risalenti al mese di febbraio”.

Ad affermarlo commentando così l’esito dell’incontro con il sindaco Orlando sulla vertenza Gesip, sono i Segretari di Cgil Cisl Uil Palermo Maurizio Calà, Mimmo Milazzo, Antonio Ferro e i Segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, Monia Caiolo, Mimma Calabrò e Pietro La Torre.

“Siamo delusi dall’esito dell’incontro, le discussioni segrete avviate nei tavoli romani non hanno prodotto nessuna certezza se non quella della chiusura definitiva della società e il blocco totale dei servizi”.

I sindacati aggiungono “chiedere pertanto la sottoscrizione della cassa integrazione in deroga, senza aver prima definito un progetto chiaro e certo, a nostro avviso non è accettabile. Ci sono gravissime responsabilità sia del governo Monti sia del governo regionale, che hanno abbandonato la città di Palermo al proprio destino. Non è stato infatti mai aperto un serio confronto su tutte la partecipate sul loro futuro e necessario riordino, senza i piani di una seria riorganizzazione, il nostro giudizio non può che essere negativo”.

E concludono “qualora il piano di riorganizzazione ormai non più rinviabile , non dovesse arrivare in tempi certi, a pagare saranno i lavoratori che rimarrebbero senza la copertura degli ammortizzatori sociali e la città che rimarrebbe senza i servizi essenziali garantiti dagli operai della Gesip”.

 

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