Cronaca

Caso Ilva: polveri inquinanti nelle scuole

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A Taranto continuano senza sosta le proteste dei lavoratori dell’industria siderurgica Ilva e le proteste dei cittadini che temono per la loro salute. Da un lato il Comitato Taranto Futura ha presentato una denuncia al procuratore del Tribunale penale dell’Aja per chiedere l’apertura di un’inchiesta nei confronti della classe dirigente tarantina in concorso con i vertici dell’Ilva, per la violazione degli articoli 5, 6 e 7 dello statuto della Corte penale internazionale per i reati di genocidio e crimini contro l’umanità; dall’altro il presidente del cda, Bruno Ferrante, ha dichiarato in tv che non c’è nessuna emergenza sanitaria e che le perizie in suo possesso dimostrano la verità sulla questione Ilva.

Ma, mentre le due parti continuano a farsi guerra in tv, sui giornali e in piazza, una cosa è certa: nel quartiere Tamburi c’è uno spolverio ferroso che, secondo i periti del gip, ammonterebbe a circa 700 tonnellate di polveri nocive che ogni anno raggiungono le abitazioni.

Da pochi giorni, esattamente dalla riapertura delle scuole, queste esalazioni polverose sembrerebbero aver raggiunto anche gli istituti del quartiere. A quanto pare, infatti, venerdì, in una scuola elementare, i bambini sono costretti a uscire dall’edificio a causa del forte odore di gas che faceva lacrimare gli occhi e ha provocato una tosse molto forte.

Ovviamente le segnalazioni non sono tardate ad arrivare e i vigili del fuoco sono stati chiamati subito, ma la situazione sembra davvero grave, visto che qualche mese fa il sindaco, Ignazio Stefano, aveva emanato un’ordinanza che vietava il transito nelle aree verdi non pavimentate poiché erano stati trovati nei terreni polveri di berillio, mercurio, nichel e cadmio.

Ovviamente questi ultimi avvenimenti, che non si sono limitati solo alla scuola elementare ma anche agli altri istituti di zona, hanno portato la popolazione a fare un appello a Giancarlo Turi, segretario provinciale della Uil, Alba Sasso, assessore regionale alla pubblica istruzione e Ruggero Francavilla, dirigente vicario dell’ufficio scolatico regionale per la Puglia, perché possa essere integrato il personale per la pulizia delle scuole.

Turi ha risposto subito all’appello e ha dichiarato: “Tra le macroproblematiche emerge in particolare uno dei fenomeni più visibili dell’inquinamento provocato dall’Ilva, ossia lo ‘spolverio dei parchi minerali‘ che determina sicuramente la necessità di intensificare l’opera di pulizia dei locali scolastici al fine di attenuare l’impatto dannoso che le polveri nocive hanno sulla salute degli alunni e del personale scolastico”.

Valentina Molinero

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