Cronaca

Cardinale Romeo: “Don Pino Puglisi beato il 25 maggio 2013”

don Pino Puglisi

Don Pino Puglisi verrà proclamato beato il prossimo 25 maggio. Ad annunciare la data della beatificazione del prete di Brancaccio ucciso dalla mafia è stato il Cardinale Paolo Romeo al termine della celebrazione eucaristica in memoria di Padre Puglisi.

L’annuncio dell’arcivescovo di Palermo arriva a quasi tre mesi di distanza dal decreto papale di riconoscimento del martirio “in odium fidei”, atto che ha sostanzialmente dato il via libera alla beatificazione del prete palermitano. La celebrazione con cui don Pino Puglisi verrà proclamato beato si terrà a Palermo e non a Roma, come avveniva con Giovanni Paolo II. Papa Benedetto XVI con uno dei suoi primi atti da pontefice ha infatti stabilito che le cerimonie di beatificazione si tengano nelle diocesi e vengano presiedute presiedute da un suo rappresentante, che di norma è il prefetto della Congregazione delle cause dei santi. La macchina organizzativa della diocesi palermitana, già rodata dall’ultima visita papale, dovrà così mettersi da subito in moto per organizzare questo grande evento che con ogni probabilità vedrà la partecipazione di tutte le chiese siciliane.

La causa per il riconoscimento del martirio di don Pino Puglisi era stata iniziata a livello diocesano nel 1998, a cinque anni dal delitto, per volere del cardinale Salvatore De Giorgi, allora arcivescovo di Palermo. Don Mario Torcivia che ha redatto la Positio presentata in Vaticano nel 2006 per la discussione dei teologi della Congregazione delle cause dei santi così spiegò il martirio del prete palermitano: “Don Pino non è stato ucciso solo per l’amore per Cristo, la testimonianza presbiterale resa nella parrocchia di Brancaccio, lo stretto legame instaurato tra evangelizzazione e promozione umana, l’affermazione della radicalità dei valori evangelici e della coerenza tra annuncio evangelico e testimonianza di vita, la donazione totale della vita per il Signore e i fratelli, l’impegno di educatore delle coscienze, specie quelle delle giovani generazioni, la franchezza nel dire la verità, l’attività di promozione sociale, la “provocazione” allo stile malavitoso del quartiere Brancaccio, il deciso impegno per la dignità e la promozione dell’uomo, ma è stato ucciso dall’organizzazione criminale mafiosa “in odium fidei” anche per due motivi alti: Primo perché, uccidendo don Puglisi, la mafia ha voluto colpire l’intera Chiesa italiana. Secondo, motivo più profondo, perché la mafia in quanto forma di ateismo pratico, nonostante la parvenza religiosa, è e si mostra avversa alla fede cristiana“.

Adriano Frinchi

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Un Commento

  1. “Mafia forma di ateismo pratico” ahahahah. Se la mafia ha potuto spadroneggiare è anche grazie alla lobby ecclesiastica. Consiglio a don Torcivia di leggere “La mafia devota” e riflettere prima di giungere a conclusioni affrettate.

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