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Caos rifiuti a Palermo. Continua la protesta Amia

Rifiuti a Palermo

Cumuli di immondizia inondano il capoluogo siciliano e l’odore nauseabondo si fa sempre più forte. I cittadini esasperati protestano accatastando i sacchetti in un angolo e dando fuoco ai vari cumuli.

A protestare non sono solo loro, ma anche i dipendenti Amia e AmiaEssemme che, nella giornata di oggi, si troveranno a Piazza Indipendenza alle 14.30 dove terranno un corteo che si concluderà davanti la Prefettura. La situazione si presenta già grave così ma, si sa, al peggio non c’è mai fine e a tutto ciò si aggiunge il problema della discarica di Bellolampo, sempre più piena e satura.

La Regione siciliana è molto preoccupata della vicenda, tanto da arrivare a chiedere l Consiglio dei Ministri di dichiarare lo stato di emergenza. Il sindaco Leoluca Orlando si dichiara davvero indignato della vicenda, tanto da recriminare sulla gestione dell’azienda che da un decennio ad oggi è in rotta verso il pieno fallimento, mentre al termine della sua gestione nel 2000 era in attivo di svariati milioni e con un tesoretto non indifferente in titoli di Stato.

Altra protesta è prevista per domani con un sit in di Cgil,Cisl e Uil davanti tutte le Prefetture dell’Isola. Il comunicato recita così:
“Si terranno domani martedì 16 aprile dalle ore 11,30 davanti tutte le nove Prefetture dell’Isola, i sit in dei lavoratori degli Ato organizzati da Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per “denunciare la gravissima situazione verso cui sta precipitando il sistema dei rifiuti in Sicilia, che coinvolge 12 mila operatori in tutta l’Isola e la tenuta delle condizioni igienico-sanitarie di tutti i comuni della Sicilia”.

Parte così l’annunciata stagione di lotta e mobilitazione del settore Igiene Ambientale, al sit in di martedì, infatti, seguirà una manifestazione regionale che si terrà a Palermo davanti la sede della Presidenza della Regione, entro il mese di aprile.

Fra le motivazioni della stagione di mobilitazione, fanno sapere i tre sindacati: “la fallimentare gestione dei 27 Ato rifiuti che hanno prodotto un debito di oltre un miliardo, la crisi delle aziende del settore ormai al collasso non più in grado di sostenerne finanziariamente il funzionamento, il continuo mancato pagamento delle retribuzioni al personale, la mancanza di risorse economiche anche solo per la manutenzione dei mezzi, la fornitura dei dispositivi di sicurezza agli addetti, con un notevole rischio per l’incolumità dei lavoratori”.

I sindacati ribadiscono “La strada tracciata dal governo regionale del ritorno alla gestione del servizio direttamente nelle responsabilità dei sindaci, rappresenta un enorme rischio, gli stessi nella stragrande maggioranza dei casi, sono i diretti responsabili di questa catastrofe”.

Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti concludono “E’ ora che si avvii il confronto con le parti sociali, chiediamo interventi certi ed immediati da parte del governo regionale, il cui silenzio sui rifiuti è assordante, per evitare l’esplodere di emergenze sanitarie che possono davvero causare eventi dannosi per la salute pubblica e i licenziamenti degli oltre 12 mila operatori”.

Una cosa è certa: bisogna agire in fretta. Le strade e i marciapiedi sono impraticabili e la puzza è ormai insopportabile.

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