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Call Center 4U, licenziati 19 dipendenti

Alla 4U di Palermo i primi licenziamenti (foto: Internet)

Diventa sempre più critica la situazione per i 101 lavoratori dell’azienda 4U di via Ugo La Malfa, a Palermo. Nella giornata di ieri – giovedì 16 agosto – sono state recapitate a 19 dipendenti le prime lettere di licenziamento, con effetto immediato, a fronte del taglio di 101 operatori previsto dai vertici aziendali.

A nulla è servito l’ultimo tavolo di confronto, riunitosi nella serata del 9 agosto, come ha spiegato a Il Moderatore Francesco Brugnone, responsabile della CGIL: “È una vicenda inspiegabile. Dopo l’ultimo incontro, attendevamo un’apertura da parte di 4U che non è arrivata. In compenso l’azienda ha licenziato alcuni dipendenti. Non sappiamo se saranno gli ultimi, di sicuro ci mobiliteremo insieme agli altri sindacati per fermare tutto questo”.

Un buco di bilancio che non esiste, secondo i sindacati, e che quindi invalida totalmente le motivazioni che hanno portato 4U al taglio del personale. “La 4U non è nella situazione drastica che vuole far credere. Come tutte le imprese nazionali sta un po’ subendo gli effetti della crisi economica, ma non c’è un buco in bilancio e i loro partner non lamentano alcun disagio nei confronti dell’azienda, che ha mantenuto i regimi di lavoro. In questo momento la situazione è caldissima e per niente positiva. L’azione portata avanti dall’azienda rischia di creare un precedente che sarebbe dannoso per tutto il mondo lavorativo cittadino”, ha proseguito Brugnone, annunciando iniziative in difesa dei dipendenti.

Faremo scioperi, manifestazioni, coinvolgeremo il più possibile gli organi di stampa. La perdita del posto di lavoro di molta gente non può e non deve passare inosservata. Il primo passo è già stato fatto, impugnando la procedura alla ricerca di qualche errore che possa invalidare il licenziamento. In seguito, collaboreremo con gli altri sindacati e valuteremo come agire”, ha quindi concluso.

Incredula e scossa, V. M., dipendente dell’azienda che ieri ha assistito all’allontanamento di alcuni colleghi dal posto di lavoro: “Noi colleghi stiamo vivendo malissimo questa situazione. Ci conosciamo tutti, vedere alcuni di noi essere accompagnati fuori dall’edificio ci ha scosso profondamente. A stento trattenevamo le lacrime. Tra i dipendenti serpeggia il pessimismo e da giorni si è ormai persa la serenità: come possiamo lavorare sereni? Anche chi è scampato al licenziamento si sente sul filo di lana”.

Questa vicenda, dopo la chiusura di Termini Imerese, non fa che aumentare nei cittadini il senso di ingiustizia e inadeguatezza di una classe politica nazionale che non risponde alle reali esigenze di chi cerca, attraverso il lavoro, di costruire il proprio futuro. I fatti che si susseguono lasciano l’amaro in bocca e vanno a ledere la dignità di coloro i quali credono nel lavoro come fonte di nobiltà dell’essere umano. Molte persone hanno lottato e dato la vita in passato per garantire dei diritti ai lavoratori, ma adesso questi vengono calpestati e oltraggiati continuamente. La “repubblica democratica, fondata sul lavoro”, al momento è solo un miraggio.

Paolo Guagliardito

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