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Calcioscommesse: a Presadiretta spunta il nome di Aronica

Salvatore Aronica (foto internet)

La puntata di domenica 13 gennaio di Presadiretta ha trattato il delicato tema del calcioscommesse, partendo dalle prime indagini sul campionato di Lega Pro per finire ai palcoscenici più seguiti della Serie A. Tutto ha origine in quel Cremonese – Spezia dell’ottobre 2010 in cui il portiere Paoloni compie un incredibile errore (vedere per credere) regalando il pareggio (2-2) allo Spezia. Dopo la clamorosa, ma premeditata, papera la Procura di Cremona ha indagato a fondo scoprendo che nelle ultime giornate il rendimento di Paoloni era calato a vista d’occhio.

Poche giornate dopo accade un altro fatto incredibile: la Cremonese di Paoloni, prima in classifica, batte la Paganese, fanalino di coda. A fine gara cinque giocatori grigio-rossi si sentono male, si scopre che è stata somministrato loro una sostanza ansiolitica ipnotica chiamata Lormetazepam e il dg della Cremonese denuncia tutto. Paoloni smentisce categoricamente di essere stato l’artefice di tale somministrazione, ma ammette la combine sportiva giustificando di essere stato sotto scacco da parte di un certo Erodiani, gestore di alcuni centri scommesse, a cui era debitore. Paoloni quindi convinse Erodiani e il commercialista di Giuseppe Signori a giocare l’over (un risultato che prevede almeno tre reti messe a segno nella partita) tra Lecce e Inter perché sicuro di potere combinare almeno un 3-0 per i nerazzurri. Ma la gara si conclude con il punteggio di 1-0 e l’estremo difensore cerca di riparare consigliando la stessa giocata per Benevento – Pisa, ma anche questa si conclude con una sola rete complessiva.

E qui viene scoperchiato il calderone: nasce l’inchiesta e i primi indiziati: oltre a Paoloni, sono Bellavista, il capitano del Bari uomo-chiave secondo la Procura (alle partite indagate Bellavista c’è sempre, o in campo o da spettatore) il quale ha ammesso di aver minacciato Paoloni senza però ricorrere alla violenza; Gervasoni, Beppe Signori, Micolucci, Masiello, SommeseCristiano Doni, assolto per Atalanta – Pistoiese nel 2001, ma che poi ammetterà le sue colpe. In tutto questo Erodiani sembra essere perfettamente a conoscenza del losco panorama. “Doni era a fine carriera e si è accollato tutte le colpe societarie per non far retrocedere l’Atalanta in serie C e mandarla in A.” Erodiani si riferisce alla partita Atalanta – Piacenza in cui Gervasoni (difensore biancorosso) ha commesso un fallo da rigore molto ingenuo, trasformato poi da Doni. “L’Atalanta era disposta a mettere dei soldi per le combine per andare in serie A.” E il bilancio bergamasco, una volta nella massima serie, è cresciuto in maniera esponenziale. Un altro aspetto sconcertante che si evince dalle parole del serafico Erodiani è legato a Tan Seet Eng e all’isola di Singapore. Ma andiamo con ordine.

Il difensore Gervasoni va a trovare il difensore dell’Ascoli Micolucci in compagnia di GegicIlievski conosciuti come “gli Zingari” che offrono al difensore marchigiano “tanti” mila euro in contanti (cash e subito) per far vincere il Novara con un over 2.50 (nella gara si devono segnare più di 2 gol) e più il distacco fosse aumentato, a favore dei piemontesi, più si sarebbe alzata la paga. Micolucci accetta ma la partita si conclude 1-0 e lui restituisce i soldi. “La loro forza è proprio quella di pagare cash in anticipo: io ormai nel calcio sono diventato l’infame. Tutto il calcio è finto”.

Dall’inchiesta si scopre che i due zingari sono degli intermediari tra i giocatori che accettano la combine e tale Tan Seet Eng, magnate di Singapore, del quale si sono perse le tracce (si è in possesso di una vecchissima foto). Le dichiarazioni – telefoniche – di un asiatico, vicino a Tan Seet Eng, hanno del clamoroso: “Truccare le partite è sempre stato redditizio e continuerò a farlo.” Si scopre infatti che questo latitante genio del crimine trucca le partite da circa vent’anni, in Europa e in Africa. Spesso scommettono in campionati minori (vedi quello finlandese), meno seguiti ma non per questo esenti dall’essere quotati. Due gli esempi più eclatanti. Primo: un uomo di Tan scommette sulla gara tra le nazionali Messico e El Salvador e vince, primo tempo pareggio 0-0, secondo tempo (scommessa live) 5-0 per i messicani. Incredibile. Il secondo esempio invece riguarda la nazionale del Guatemala che non aveva ancora segnato neanche una rete nella competizione in questione e in una partita ne segna ben 4 non subendone nessuna. Ma perché scommettere proprio a Singapore? Perché non c’è un tetto massimo di soldi oltre cui non si può andare e perché si può scommettere anche in tempo reale. La qualità della truffa è ovviamente sofisticata e molto più avanzata rispetto alle combine celebri dei primi anni ’80. Ma torniamo in Italia.

Tra le squadre italiane maggiormente presenti nelle combine si trovano il Bari, l’Albinoleffe, il Siena (Conte è stato squalificato per omessa denuncia), l’Atalanta e il Lecce. A pagare maggiormente è stato proprio il Lecce (e nemmeno in modo grave) retrocesso in Lega Pro. Il presidente Semeraro e la squadra pugliese hanno dapprima concordato il risultato contro il Bari già retrocesso (0-2), con la celebre autorete molto goffa del difensore Masiello, ed è poi stato smascherato l’accordo nel 2-4 subito dalla Lazio. Il pagamento a Masiello sembra si avvenuto in due tornate prima in un area di servizio e poi in un hotel.

L’ultimo capitolo della trasmissione riguarda le vicende di Giuseppe Sculli e di Salvatore Aronica, raccontate dal pentito della ‘ndrangheta Luigi Bonaventura, cugino del presidente del Crotone, Raffaele Vrenna. Nipote del boss Morabito, Giuseppe Sculli, già indagato per minacce ai compaesani per affari politici nel 2005 e squalificato per otto mesi per combine quando militava nel Crotone nel 2002, è stato fotografato assieme a persone poco raccomandabili tra cui Altic l’uomo che recuperava crediti per conto dei calciatori. Sculli viene indagato per le partite Lecce -Lazio e Lazio-Genoa.

Su Salvatore Aronica, da poco passato dal Napoli al Palermo, Bonaventura racconta particolari agghiaccianti: “Nel 1996, dopo due anni e trentadue presenze, Aronica passa da Bagheria – serie D – alla Juventus. Sembra un trasferimento strano. Alcuni giocatori sono affiliati ai poteri forti e io ne so qualcosa. Aronica passa poi da Torino a Crotone, poi a Napoli e ora a Palermo. Ma se non credete a queste mie considerazioni vi mostro un video. “E qui l’inviato della trasmissione rimane basito. La videocassetta mostra Aronica presente al matrimonio di Bonaventura, accanto al clan calabrese vicino al boss, e poi presente a un altro lieto evento familiare in cui prende in braccio il figlio. Secca arriva immediata la smentita di Aronica a qualsiasi tipo di illazione: “Sono stupidaggini. Era il cugino del presidente, che ne potevo sapere io?” Il procuratore di Aronica e Sculli, Alessandro Moggi, figlio di Luciano, viene insistentemente cercato per qualche dichiarazione ma non ha mai risposto.

Nel calcio gli scandali vanno avanti da anni, ma si continua a giocare e a scommettere: dopo il caso isolato dei primi anni ’80 sono ormai quasi quindici anni che il mondo del pallone non è pulito. Dalle combine, a Calciopoli, dai rolex, a Singapore e alla ‘ndrangheta. Forse non c’è reale volontà di fermare questa terribile macchina infernale che porta consenso e, soprattutto, vile denaro.

Simone Giuffrida

 

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Un Commento

  1. Dopo aver fatto il pentito in tanti processi nemmeno la magistratura gli ha creduto perché nessuna sua dichiarazione è stata dimostrata. Gli hanno levato i vantaggi di fare il testimone di giustizia perché non è credibile ed ora cerca solo fama e farsi vedere in tv forse perchè così può farsi qualche altro anno a spese dello stato senza dover andare a lavorare. Dopotutto non ha mai lavorato ha solo ucciso persone per campare, bel lavoro, ed ora ha scoperto il segreto di infangare chiunque solo per convenienza economica. E certi giornalisti gli danno pure credito

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