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Caccia alle streghe in Nuova Guinea: donne torturate e decapitate

Foto internet

Nella poverissima Isola della Nuova Guinea c’è una diffusa credenza nella stregoneria: molti non riescono ad accettare che siano casi naturali a provocare infortuni, malattie, eventi tragici o la morte, per questo utilizzano le accuse come giustificazione ad atti di violenza contro le donne.

Pochi giorni fa due donne anziane sono state torturate e decapitate in pubblico nell’isola orientale di Bougainville, da quanto affermato dal quotidiano nazionale Courier Post. La polizia, presente all’uccisione delle donne ha tentato di intervenire per salvarle, ma invano, vista l’aggressività della folla.

Il capo della polizia, Herman Birengka, dichiara: “Non abbiamo potuto fare nulla”. Le donne erano state catturate e fatte prigioniere martedì. Pochi giorni prima vi fu un’altra condanna per stregoneria: due donne torturate e poi bruciate vive durante un “rito di Pasqua”.

Anche lo scorso mese una giovane donna è stata accusata della morte di un bambino avvenuta anch’essa mediante pratiche magiche. Per questa ragione fu cosparsa di benzina e bruciata viva davanti la folla tra cui anche un gruppo di scolari.

Secondo Amnesty, nel 2008 sono state almeno 50 le donne morte per cause legate alla stregoneria. Per questo ha fatto appello al governo di Port Moresby affinché vengano combattute in maniera definitiva le credenze di stregonerie e le violenze che alimentano sulle donne.

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