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Business migranti. L’ispezione a sorpresa dei grillini al Cara di Mineo

Corrao: “Quelli che gridano oggi allo scandalo per i centri, in realtà sono gli stessi che ieri li hanno creati”

Il vaso di pandora scoperchiato dall’inchiesta romana Mondo di Mezzo getta ombre inquietanti sulla gestione dell’emergenza immigrazione e del sistema dell’accoglienza. In particolare, per la ragnatela di interessi costruita dall’organizzazione criminale anche in Sicilia che ha finito per coinvolgere, secondo gli inquirenti, parti di politica siciliana ed enti appaltanti.

Il focus sta in questi giorni concentrandosi sulla struttura catanese di Mineo, ma non si escluderebbero sistemi analoghi di gestione opaca in altri centri siciliani. Intanto, lo scorso sabato una delegazione del Movimento 5 Stelle guidata dall’europarlamentare alcamese, Ignazio Corrao, ha fatto un “blitz” al centro Cara etneo. Abbiamo chiesto a Corrao cosa è emerso da questa ispezione e quali impressioni ne ha ricavato.

La sensazione era all’incirca quella che immaginavamo. All’interno del Cara, che non è un centro di identificazione ed espulsione che hanno più la forma delle carceri, non c’è rabbia o aggressività da parte degli ospiti. Ma è un centro per richiedenti asilo per il quale sono stati stanziati tanti soldi, ma il punto non è tanto le condizioni del Cara o il trattamento riservato ai migranti. Il problema vero sta nel business che c’è dietro, nell’uso delle risorse che vengono stanziate per la gestione. La nostra classe politica ed imprenditoriale si è sempre contraddistinta per la capacità di inseguire gli affari e le strade che portassero a facili guadagni. La percezione che si ha, nella gestione degli appalti e dell’affaire accoglienza è che ci sia qualcuno che ci sta davvero facendo tanti soldi.

Più che una sensazione, sembra essere una certezza, almeno secondo quanto emergerebbe dall’inchiesta della procura di Roma…

Abbiamo fatto questo blitz a Mineo, proprio a seguito dell’inchiesta romana che sta iniziando a mettere insieme dei pezzi di un complesso puzzle, che quando saranno definiti potrebbero portare a galla delle verità agghiaccianti. Obiettivo della nostra visita era anche capire la nazionalità dei richiedenti asilo, che tecnicamente sono persone che fuggono da situazioni di guerra dai Paesi di provenienza. Noi vorremmo, inoltre, capire se è vero che tutte queste persone hanno diritto alla richiesta di asilo. Ora sarebbe bene passare ai raggi x i flussi di migranti che arrivano da determinati paesi e quanti da altri dove non ci sono conflitti, che flussi ci sono dai Cie (Centri di identificazione ed espulsione, ndr) e dai Cara, quanti soldi vengono stanziati e in che modo vengono utilizzati. Perché, ricordo, che siamo in regime emergenziale, ragion per cui il prefetto ha la possibilità di derogare quelle che sono le leggi ordinarie e questo potrebbe trasformarsi in un escamotage per la criminalità che sfrutterebbe la situazione per aggirare le regole e fare facilmente soldi. Questa è la sensazione, che non c’entra nulla con l’accoglienza ma ha a che fare solo col modo di fare facili affari, così come per altro è emerso dall’indagine romana.

Ad oggi quante persone ospita il centro di Mineo?

Sono 3.607 i richiedenti asilo. Di questi 114 sono somali, 975 nigeriani, oltre 1.000 ospiti di Gambia e Mali, 307 pakistani e 316 senegalesi. Ma lo scorso 15 luglio si è toccato uno dei picchi massimi con 4.129 ospiti, quando invece il centro ne potrebbe contenere poco più di 2.000. Ebbene, abbiamo tutto il rispetto per questi uomini e per queste donne che vogliono ricostruire una vita “normale”, ma abbiamo il diritto di sapere anche al di là delle inchieste che si stanno svolgendo, dove finiscono i soldi dei contribuenti, centesimo per centesimo. E su questo non faremo sconti a nessuno.

Ha incontrato il sindaco di Mineo, Anna Aloisi,  l’esponente del Nuovo Centro Destra che ha preso il posto di Giuseppe Castiglione alla guida del consorzio Calatino Terra di Accoglienza, l’ente attuatore del centro richiedenti asilo etneo?

No, il nostro è stato un vero e proprio blitz, fatto a sorpresa. Ci hanno fatto aspettare più di un’ora prima di aprirci i cancelli, avallando delle scuse improbabili. Abbiamo incontrato solo i dipendenti e parlato con tantissimi ospiti. Gente che sta lì da 20 mesi. Da qui abbiamo compreso che si è creato un microsistema, un piccolo mondo dove gioco forza si è stanziata tutta questa gente. E pure questo è un altro capitolo che andrebbe affrontato. Come vengono evase le pratiche per le richieste d’asilo, come mai queste persone vengono tenute lì così a lungo, quando invece ci sarebbero i requisiti per dargli la documentazione e farli andare via. Ci sono molte cose che andrebbero approfondite.

Da componente della commissione Libe del Parlamento europeo, quali iniziative sta portando avanti per affrontare l’emergenza immigrazione e soprattutto per prevenire le stragi che si consumano nel Mediterraneo? Solo quest’anno ci sono state, secondo quanto riferito dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr)1.889 vittime.

Dopo tutto quello che è accaduto nei nostri mari, stiamo cercando di portare la questione della gestione immigrazione a livello comunitario, rispetto al metodo intergovernativo utilizzato finora. Ma per poter lavorare in maniera congiunta, è necessario avere contezza di come il nostro governo abbia affrontato la questione  cercando di capire innanzitutto, come dicevo, la maniera in cui sono stati utilizzati i fondi. In più, abbiamo proposto in un recente intervento in Parlamento di spostare la sede amministrativa e gestionale del Frontex dalla Polonia in Sicilia, così da snellire le procedure di gestione dei flussi per ridurre i costi.

Si fa gran parlare dei migranti come l’origine di tutti i mali e dei centri di accoglienza come delle macchine mangiasoldi.

“Questo Cara a Mineo, ad esempio, è stato creato dalla Lega e da Berlusconi. Ritengo, quindi, inutili e pretestuose le passerelle dei miei colleghi in Europa ed in particolare di Salvini che nel 2011 grazie al governo Berlusconi in concorso con l’allora ministro dell’interno Maroni ha avallato anche la creazione di questo mega accampamento che oggi invece addita come la causa di tutti i mali. È stato comunque molto curioso notare che tutti i migranti ricevono pacchi di Marlboro, che poi rivendono per racimolare qualche spicciolo”.

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