Cronaca

Bruno Contrada, no della corte Europea a reato di concorso esterno o del “grimaldello giudiziario”

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L’assoluzione di Bruno Contrada da parte della Corte Europea dei diritti di Strasburgo ha decretato che non poteva essere condannato il numero due del Sisde in quanto i fatti erano risalenti a prima del 1994, quindi ancor prima che fosse messa in atto il “grimaldello” giurisprudenziale che sommava gli articoli 110 e 416 bis lasciando aperte tante possibilità inquisitorie.

Niente di nuovo comunque perché in varie epoche e sotto molti regimi sempre sono state messe in campo discrezionalità d’interpretazione e valutazione di un reato non sancito dalla legge ma come dicevamo esclusivamente giurisprudenziale.

L’associazione è considerata di tipo mafiosa quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione di assoggettamento e di omertà. Ma a parte la citazione va detto che la corte di Strasburgo non poteva non assolvere il dott.Contrada in quanto lo stesso non poteva sapere che la sua condotta potesse essere sanzionabile poiché il concorso esterno ha il suo battesimo dopo il 1994, pertanto all’epoca dei fatti assolutamente ignorato in quanto non legiferato né praticato.

La condanna dell’Italia quindi fa da apripista automaticamente a tutti coloro che per questo reato sono stati condannati e che dovranno essere risarciti non fosse altro che aggravato dalla ingiusta detenzione. Il dottor Contrada ha vissuto un vero calvario da servitore di uno stato patrigno e il riconoscimento di Strasburgo gli darà la possibilità di riabilitare il suo nome.

C’e da dire che lo stato italiano ha 90 giorni di tempo per impugnare la sentenza cosa che si presume farà perché i risarcimenti potrebbero essere cosi tanti e per rilevanti cifre da giustificare l’impugnazione della sentenza.

Il convegno promosso dall’Aiga e dalla fondazione Enzo Fragalà nell’aula Magna della corte d’appello ha avuto insigni relatori tra questi il prof. Militello, il giurista Conti e l’avvocato Stefano Giordano che in conclusione ci dice che “è importante che chiunque sia stato condannato per il reato di concorso esterno può attivare un meccanismo sia di tipo revocatorio sia risarcitorio”.

Paolo Santoro 

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