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Bonus occupazione: luci ed ombre

Bonus assunzioni. Foto Internet

In ottemperanza al decreto ministeriale 5/10/2012, per l’assunzione di giovani al di sotto dei 30 anni e donne di qualsiasi età, l’INPS, in una comunicazione ufficiale, fornisce informazioni sul tema Bonus Assunzioni, specificando che “il bonus non si applica per la stabilizzazione di contratti di apprendistato“.

La legge in questione si rivolge alle imprese o ai datori di lavoro che decidono di stabilizzare o assumere le figure sopra citate a tempo indeterminato a seguito di contratti a termine, che possono essere anche di collaborazione coordinata, a progetto, e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro.

Può inoltre ricadere nell’incentivo anche l’assunzione part time con un orario di lavoro pari o superiore alla metà del tempo pieno.

Alle imprese verrà corrisposto un incentivo pari a 12mila euro per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato, e 3mila euro in caso di contratti a tempo determinato (4 mila se il contratto a tempo determinato supera i 18 mesi; 6 mila se supera i 24 mesi). In entrambi i casi è stabilito un limite di 10 contratti per ciascun datore di lavoro.

Le assunzioni dovranno avvenire a partire dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale (primo Novembre) fino alla data del 31 marzo 2013.

I datori di lavoro che intendano avvalersi della legge possono scaricare il bando sul sito “www.pmi.it” e presentarlo esclusivamente per via telematica all’INPS.

L’obiettivo del Fondo straordinario di finanziamento attivato Ministero del Lavoro è di creare rapporti di lavoro stabili, favorendo l’incremento in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione femminile e giovanile.

L’INPS fa sapere che la distribuzione degli incentivi ha già raggiunto il 60% dei fondi disponibili.

In attesa di verificare l’effettiva utilità della legge citata in termini pratici (cioè quanti verranno effettivamente assunti) resta aperto ed irrisolto il grave problema degli “esodati”, quella grande schiera di ex lavoratori licenziati a causa della crisi che hanno serie difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro perchè ormai considerati “vecchi”, ma al contempo troppo “giovani” per la pensione; e che fine faranno tutti quei giovani assunti col contratto di apprendistato, che solitamente vengono licenziati prima di doverli stabilizzare?

Noemi Cusano

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