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Blue Sea Land: rilancio dello sviluppo nell’area mediterranea con il modello dei Distretti

Il modello dei Distretti produttivi e la filosofia della “Blue economy” al centro del dibattito nel corso del seminario di studi su “Il ruolo dei Distretti produttivi, delle filiere agroalimentari e marittime: la semplificazione amministrativa e le politiche comunitarie”, svoltosi ieri a Sala Rossa di Palazzo dei Normanni a Palermo. L’incontro ha aperto le manifestazioni di “Blue Sea Land 2013” che proseguiranno da oggi a Mazara del Vallo fino a domenica 13 ottobre.

Nella introduzione ai lavori il presidente del Distretto produttivo della pesca, Giovanni Tumbiolo, ha precisato la missione della manifestazione. Obiettivo di “Blue Sea Land” è la promozione del modello dei Distretti produttivi che rappresentano l’economia reale dei territori ed una maniera virtuosa di fare sistema per creare occupazione ecosostenibile.

“Distretti e ‘Blue economy’ sono modelli di sviluppo da valorizzare ed esportare – ha dichiarato Tumbiolo – e nei prossimi giorni saranno oggetto di confronto con i 24 Paesi partecipanti a ‘Blue Sea Land’, ai quali presenteremo 100 progetti per il rilancio dell’economia siciliana e italiana. Un modello di aggregazione – ha aggiunto -che punta, per esempio, sul dialogo fra la finanza islamica e quella occidentale, crocevia di molte problematiche che investono i rapporti tra i paesi del Mediterraneo”.

Nella straordinaria cornice di Palazzo Reale che ospita il più antico parlamento d’Europa, ha aperto i lavori il presidente dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), Giovanni Ardizzone, plaudendo all’iniziativa del Distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo e del Governo regionale. Nel suo intervento il presidente dell’Ars si è soffermato sulla necessità di puntare alla cooperazione e al dialogo con i paesi del Mediterraneo per creare nuove condizioni di vivibilità per i popoli, sottolineando come il modello dei Distretti possa costituire volano in un processo di sviluppo economico per superare gli ostacoli che impediscono il cambiamento socio-economico.

”Sulla base della nostra legislazione esclusiva – ha detto Ardizzone – potevamo fare di più nel legiferare a sostegno della nostra economia produttiva, spesso, però, dimentichiamo che a governarci sono i regolamenti dell’Unione europea e che abbiamo fallito nella spesa comunitaria in Sicilia. L’idea di un’Agenzia nazionale che coordini i fondi europei non mi spaventa – ha aggiunto – non è un commissariamento, ma dobbiamo sforzarci di essere pronti a spendere le risorse della programmazione 2014/2020, attraverso la sburocratizzazione delle procedure”.
Si è soffermato poi su alcuni esempi il presidente dell’Ars che hanno messo a nudo le oggettive difficoltà di intervenire in aree geografiche difficili come il Medioriente o il Magreb per avviare stabili relazioni di cooperazione.

“Sul recente accordo con il Marocco, in un primo momento avversato dal parlamento – ha ricordato Ardizzone – ci siamo resi conto di quanto presente sia nei nostri mercati la concorrenza sui prodotti agro-ittico-alimentari. Ed allora avviare e rafforzare il dialogo per gettare le basi di un processo d’integrazione con i paesi del Mediterraneo e del Medioriente allargato è fondamentale per salvaguardare le nostre produzioni, e in questa direzione aggregare, fare Distretto, è vincente”.

L’assessore regionale alla Risorse agricole e forestali, Dario Cartabellotta, nell’intervenire ai lavori, ha sottolineato come il Mediterraneo, con la sua storia millenaria, abbia generato un coacervo di culture che si riscontra nelle produzioni alimentari. “La biodiversità nel Mediterraneo -ha dichiarato – è il modello da esportare per rispettare le diverse identità, la ‘ blue economy’ nasce, infatti, da una svolta nella politica mediterranea votata verso l’apertura di un confronto stabile con le regioni transfrontaliere per costruire un modello condiviso”.

L’assessore alle risorse agricole chiarisce che la manifestazione “Blue Sea Land 2013” è stata voluta dal Governo regionale per presentare ai paesi del Mediterraneo e del Medioriente un nuovo modello da esportare nel rispetto delle diverse identità, puntando sul legame storico e sull’interregionalità. “Il tema che ci unisce – ha precisato Cartabellotta – è l’idea di sicurezza, cibo e identità nel produrre e mangiare il proprio prodotto perché oggi il problema delle derrate alimentari oscilla sul concetto di security. L’alterazione della natura – ha sottolineato – è sempre oggetto di attenzione e servono regole giuste ed eque per non nuocere alla salute, ‘Born in Sicily’, per esempio, nasce per certificare l’identità e l’origine dei prodotti siciliani, marchio che darà valore aggiunto alle eccellenze isolane. ”

Per il rappresentante del Governo regionale l’affermazione dell’identità mediterranea è la strategia vincente nell’agro-industria come nella pesca. “Nel settore della pesca marittima – ha aggiunto Cartabellotta – la politica comunitaria di equiparazione del Baltico al Mediterraneo non può più andare avanti perché mette a rischio il futuro del sistema delle piccole barche da pesca. Sulla pesca del tonno l’Iccat (organismo mondiale che controlla la cattura dei grandi pelagici attraverso l’assegnazione di quote massime di cattura del tonno) non può più continuare a decidere senza il coinvolgimento dei paesi del Mediterraneo”.

Ha assunto un preciso impegno l’assessore, a conclusione dell’intervento “ questo evento è l’occasione per riflettere sulla politica della pesca nel Mediterraneo e sulla sua governance, l’impegno del Governo nella prossima programmazione comunitaria sarà quello di snellire la burocrazia che ha rallentato procedure e finanziamenti”.
Ha partecipato al seminario anche il parlamentare del M5S Sergio Tancredi cha ha voluto sottolineare il lavoro straordinario messo in piedi dal Distretto produttivo di Mazara del Vallo, attraverso la manifestazione “Blue Sea Land”, per valorizzare il dialogo tra le istituzioni dei paesi partecipanti.

“Le nostre eccellenze dell’agroalimentare –ha detto Tancredi – vanno tutelate dalla concorrenza fatta di prodotti di scarsa qualità, l’iniziativa ‘Born to Sicily’ mi convince perché valorizza le nostre produzioni e accorcia le distanze tra istituzioni e aziende”. L’esponente grillino ha aggiunto che, nelle prossime settimane, sarà presentato dal gruppo parlamentare M5S un disegno di legge finalizzato all‘istituzione di un marchio di qualità siciliano per salvaguardare e tutelare i prodotti delle filiere isolane e garantire qualità, riconoscibilità, e sicurezza al consumo finale.”.

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