Politica

Blocca nomine, Speziale: “Raccolta firme per ratifica”

Lillo Speziale (foto Internet)

“Chiederò a tutti i partiti di fare loro, la mia proposta del blocca indagati e mi farò promotore di una raccolta firme perché questo patto venga ratificato da tutte le forze politiche”. Così Lillo Speziale, deputato del Pd e presidente della Commissione Antimafia, si rivolge ai giornalisti dopo la bocciatura all’Ars del suo emendamento al ddl blocca nomine, che prevedeva di vietare le nomine, da parte di sindaci, presidenti della Provincia e della Regione, di soggetti che abbiano procedimenti giudiziari in corso o che siano stati in passati condannati per reati di mafia o di corruzione.

“Non sono mai stato un giustizialista – ha proseguito Speziale – e sfido chiunque a dire il contrario. Piuttosto, la mia proposta mi sembrava una proposta sensata in virtù del fatto che le nomine fatte in regime di spoil system fatte dagli amministratori, consentono a queste persone di gestire il 60 per cento della spesa pubblica. Perciò credo che sia corretto dare un segnale morale in tal senso, specie in un momento come questo dove la politica è vista in maniera estremamente negativa dalla maggior parte dei cittadini”.

Il presidente della Commissione Antimafia all’Ars si è detto inoltre sorpreso dalla reazione negativa e la successiva bocciatura che ha suscitato in aula il suo emendamento. “La bocciatura – ha spiegato Speziale – non me la sarei mai aspettata. Mi sembrava una norma di buon senso, che tra l’altro ricalcava la legge 15 del 2008, da me proposta, che impediva alle società i cui amministratori fossero stati rinviati a giudizio anche per favoreggiamento alla mafia, di partecipare agli appalti pubblici”. Speziale al contempo ha preferito non replicare direttamente a chi lo aveva criticato, salvo poi lanciare qualche dura stilettata. Il riferimento è in particolare ai colleghi Fabio Mancuso (Pdl) e Riccardo Minardo (Mpa). “Mi posso limitare a far notare che la richiesta di voto segreto è arrivata anche da Mancuso e Minardo, che entrambi hanno avuto problemi con la giustizia”, ha concluso Speziale.

Luca Mangogna

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