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Bilancio, Ardizzone: “Governo produca atti. Viceversa se ne assuma tutte le responsabilità”

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, non risparmia critiche al Governo regionale per la mancata presentazione del bilancio. E sulle voci di un possibile commissariamento della Regione, risponde: “Le ragioni sono più che politiche. Sono io per commissariale lo Stato”. 

“Oggi non mi fa una domanda di cultura?”

Beh, no presidente, rispondo al numero uno di Sala d’Ercole, Giovanni Ardizzone, a margine della seduta svoltasi ieri in commissione Bilancio. Non si può parlare sempre di arte e Botero (è in corso a Palazzo dei Normanni la “Via Crucis”, la mostra dedicata alla passione di Cristo del maestro colombiano), per quanto il tema sia accattivante, ma di politica. Che, a differenza “dell’arte  che scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni” (Pablo Picasso), la polvere anzi i polveroni li sta sollevando sull’argomento che per ora tiene banco, bilancio e documento finanziario, dal quale sono state stralciati ben 30 dei 69 articoli contenuti nei due maxiemendamenti approvati dalla giunta e trasmessi a Palazzo dei Normanni nei giorni scorsi.

Presidente, in seconda Commissione avete discusso di un documento che nei fatti non c’è ancora ed avete stralciato una serie di norme che non verranno ripresentate in Aula.

“Sì, è esattamente così. Noi siamo chiamati a discutere di un bilancio che deve essere approvato entro il 30 aprile, e questo in assenza dell’apposito documento finanziario. Quindi, è stata depositata la Finanziaria costituita da decine e decine di norme, e non a caso d’intesa col presidente della Commissione, Nino Dina, e con gli uffici dell’Ars abbiamo previsto di stralciare una serie di articoli che non hanno pertinenza immediata sul bilancio. Dalla stampa abbiamo appreso di numeri ballerini ed è pure per questa ragione che ho rivolto un ulteriore invito al Governo regionale, attraverso l’assessore Baccei, a far presto perché ormai siamo abbondantemente fuori tempo massimo. Un bilancio che doveva essere approvato entro il 30 ottobre, abbiamo superato il 31 dicembre ed ora siamo giunti in primavera e ancora del documento contabile non c’è traccia. A questo punto, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità fino in fondo”.

Cosa le ha risposto l’assessore all’Economia?

“Ma guardi, Baccei mi deve rispondere con gli atti. Deve depositare il bilancio, se non lo farà sia lui che il Governo si dovranno far carico di questa evidente omissione”.

C’è lo spauracchio di un probabile commissariamento. Ormai, sia all’interno del Palazzo, ma anche fuori, circola con una certa ridondanza questa voce. Crede davvero che Roma possa prendere le redini della situazione?

“Io non credo assolutamente in questa possibilità. Se poi c’è qualcuno che vuole far aggirare questo spettro lo faccia pure. Ma, evidentemente, le ragioni sono più che politiche. Sono io per commissariale lo Stato, perché ci devono spiegare e lo chiedo soprattutto al governo nazionale, se la situazione finanziaria di altre regioni, in primo luogo del Piemonte, è diversa o addirittura più grave di quella siciliana, così come mi risulta. E allora, la logica di due pesi e due misure non mi sta bene. E’ chiaro che io, da presidente dell’Assemblea, difendo le istituzioni conoscendo i dati di bilancio della Regione siciliana, che chiaramente non brillano, ma sono numeri per i quali non è che ci fosse bisogno dell’intervento del governo nazionale per farli emergere”.

Che intende?

“Già la Corte dei Conti aveva evidenziato la sussistenza delle enormi difficoltà della Regione. Per carità, ora vogliono far credere che la questione principale del Paese è la Sicilia. No, non è così. Se il problema sono le Regioni lo dicano chiaro, ma se così fosse devono includerle tutte, ivi comprese quelle che apparentemente sono più virtuose ma che, sulla base dei dati contabili, quelli reali, non lo sono”.

In ultima analisi, cosa pensa del cosiddetto decreto “Sblocca Sicilia” , il piano “B” del presidente Crocetta?

“Ma se c’è un decreto “Sblocca Sicilia”, che poi in definitiva dovrebbe contenere tutte le norme invocate da più parti, da ogni area politica e da ogni singolo deputato, e che si riferiscono all’accelerazione dei procedimenti amministrativi, al venire incontro alle imprese, al riordino di alcuni settori come le Ipab, è evidente che il termine mi sembra altisonante.  Ma indipendentemente dai titoli che si danno ai disegni di legge, noi siamo qui per operare nell’interesse del bene comune”. 

Marina Pupella

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