Politica

“Biancofiore omofoba”, anche Palermo Pride contesta la nomina

Michaela Biancofiore

Sulla nomina di Michaela Biancofiore a sottosegretario per le Pari Opportunità scoppia la rivolta delle associazioni omosessuali che la definiscono “un insulto”.
Sotto accusa le frasi ritenute omofobe pronunciate recentemente dalla Biancofiore: “Chi va con i trans ha seri problemi di posizionamento sessuale”, oppure “per un etero anche un approccio affettivo di un gay crea imbarazzo”, ed ancora: “c’è anche una sessualità diversa, che oggi, purtroppo, è estremamente comune”.

La Biancofiore, però, non ci sta e si dice vittima di discriminazione preventiva: “essere oggetto di una discriminazione preventiva, ingiustificata, fondata su presunte dichiarazioni fuori contesto e malamente estrapolate, è certamente il modo migliore per cominciare ad occuparmi, come Sottosegretario, di Pari Opportunita’”. In una nota l’esponte Pdl aggiunge: “Sappiano tutti loro che non mi lascerò intimidire e che mi occuperò, con l’impegno e la passione di sempre, di lotta contro tutte le discriminazioni, dell’empowerment femminile, delle politiche giovanili e dello sport in perfetta sintonia con la linea politica del ministro delegato”, assicura Biancofiore.

E così la nomina a sottosegretario manda in subbuglio il mondo gay di destra e di sinistra: “Francamente ci sfugge l’idoneitàdella nomina a sottosegretario alle Pari opportunità di una suffragetta dell’omo-transfobia come Michaela Biancofiore”, tuona l’Arcigay che aggiunge: “la berlusconiana di ferro, oltre che ferocemente contraria alle nozze gay, ha ringhiato contro le persone trans, strani mix che la lacerebbero perplessa, e contro i loro affetti che definisce problematici. Quelli omosessuali tuttalpiù configurerebbero una natura diversa e difficile”. Insomma la sua nomina, secondo Arcigay, “insieme al totale silenzio del monocolore Letta sui diritti di gay, lesbiche e trans, è l’ennesimo insulto a migliaia di cittadini italiani che intendono le pari opportunità come la rimozione di ogni ostacolo alla piena realizzazione di tutti gli individui compresi omosessuali e trans. E da questo punto di vista Michaela Biancofiore è esattamente uno di questi ostacoli”.

Non è da meno Gay-lib, l’associazione omosessuale di centrodestra: “Trovo incredibile – attacca il presidente Enrico Oliari – la nomina a sottosegretario alle Pari Opportunità di Michaela Biancofiore, forse a Enrico Letta sono sfuggite le sue frasi, che sono la prova provata di una persona del tutto inadatta a ricoprire il ruolo affidatole. E’ palese – ha concluso Oliari – che Letta con questa nomina ha toppato: sarebbe come dare il premio per l’emancipazione a Khamenei o il Nobel per la pace a Kim jong-un”.

Critiche alla decisione di Enrico Letta anche da parte di alcuni esponenti del Pd, come il senatore Sergio Lo Giudice che osserva: “La nomina è incomprensibile e sbagliata. Sono certo – ha proseguito – che la ministra Josefa Idem, che ha già dimostrato di essere persona attenta e consapevole su questi temi, terrà il punto sugli obiettivi importanti della Strategia nazionale contro le discriminazioni verso le persone Lgbt che rappresenta l’agenda di lavoro del Governo su questi temi al di la’ delle posizioni antistoriche del suo sottosegretario”.

Alessandro Zan, deputato di Sel ed esponente del movimento Gay si chiede “quale sarà la politica di Michaela Biancofiore sugli omosessuali”. Anche l’organizzazione del Palermo Pride, la manifestazione nazionale della comunità lgbt che si terrà quest’anno nel capoluogo siciliano contesta la nomina di Biancofore, e dopo averne ricordato le passate dichiarazioni ritenute omofobe, afferma: “Di fronte a questa nomina, non possiamo non chiederci se queste sono le idee e posizioni che il governo Letta intende fare sue, e domandarci se l’ottima Cecile Kyenge, oggetto di attacchi violenti da quella stessa destra attestata sulle posizioni della Biancofiore, non sia destinata ad essere una foglia di fico, che a stento nasconde le vere intenzioni del governo”.

Ivan Scalfarotto, deputato Pd, pungola il governo a un maggiore impegno sui diritti civili e annuncia che in caso contrario cerchera’ in Parlamento maggioranze anche diverse da quella che sostiene l’esecutivo per varare misure ormai urgenti”. (AGI) .

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