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Bersani, “Prodi è il candidato Pd”. Una rottura?

Romano Prodi

All’indomani delle prime due votazioni per il Presidente della Repubblica, è appena iniziato il terzo scrutinio, che probabilmente non darà un nome per la sostituzione dell’ormai ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Archiviato il nome di Franco Marini (521 voti al primo scrutinio), alla seconda votazione ieri il candidato del Movimento Cinque Stelle Stefano Rodotà ha raggiunto solo 230 voti, quindi la sua corsa verso la poltrona da Presidente sembra non potere arrivare. I nomi letti dal Presidente della Camera, Laura Boldrini,  inoltre fanno capire quanta disunione vi è attualmente nella politica italiana. Invece di stare in Parlamento sembrava una puntata del Grande Fratello; mancava solo la D’Urso che apriva un televoto da casa.

Sentire il nome di Valeria Marini, o di Rocco Siffredi o di Michele Cucuzza tra i voti può far si strappare un leggero sorriso a tutti però allontana “leggermente” l’attenzione verso il fatto che stiamo parlando di “politica”. Se ieri Pd e Pdl avevano proposto il nome di Marini, oggi sembra esserci una netta rottura tra i due partiti. Il Pdl proporrà un suo candidato, il Movimento Cinque Stelle insisterà su Rodotà e come i funghi è spuntato un nuovo nome papabile, Romano Prodi, proposto dal Pd. Anche la Lombardi (M5S) non scarta il nome di Prodi infatti ha dichiarato: «beh, già aver uno della rosa dei 9 nomi votati dal nostro elettorato alle Quirinarie sarebbe una gran cosa». Invece Gasparri ha dichiarato «Quella di Prodi è una scelta che divide. Il contrario di quello che serve all’Italia».

Cicchitto invece «Prodi? Una scelta di rottura che non voteremo. Sceglieremo un candidato alternativo che decideremo nelle prossime ore. Il Pd non ha retto sulla scelta di Marini, la segreteria Bersani è inaffidabile a questo punto. Il Pd con il 29% sta prendendo tutte le cariche dello Stato. Sul governo l’elezione di Prodi chiuderebbe qualsiasi ipotesi di larghe intese. Non ho una fantasia così masochista».

Berlusconi non sembra proprio essere felicissimo di questa nuova ipotesi anzi nei confronti di Bersani e di tutto il Pd ha dichiarato «vogliono farmi un’imboscata». Quindi sarà proprio lui il Presidente della Repubblica? Romano Prodi? Marini e Rodotà saranno solo un ricordo? Da tempo si sa che tra i due litiganti il terzo gode, e anche se il nome di Prodi non è un nome condiviso potrebbe essere lui a divenire Capo dello Stato.

Una domanda sorge spontanea. È corretto verso l’intera Italia che 1007 votanti non riescano a dare un nome e debbano aspettare il quarto scrutinio? Infatti dal quarto non si dovrà più rispettare la regola della maggioranza pari a due terzi (cioè 672 voti) ma vincerà chi raggiungerà voti pari al 50% più uno (cioè 504 voti). Eleggere Papa Francesco sembra essere stato molto più semplice. Come sempre ci resta solo aspettare che prima o poi una nome sbuchi fuori.

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