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Bersani a Palermo: tra big sponsor e grane regionali

Pierluigi Bersani ( foto da internet)

C’è la folla delle grandi occasioni al teatro Zappalà di Palermo per la manifestazione a sostegno della candidatura di Pier Luigi Bersani alle primarie. Ci sono tutti i big del Pd da Lupo a Lumia, passando per Cracolici e Ferrandelli, e, stando ai boatos, gli aspiranti assessori come Cocilovo e Apprendi.

Folta anche la delegazione socialista capeggiata dall’ex assessore Turi Lombardo, che però preferisce mandare sul palco il giovane Giancarlo Russello.  Alla manifestazione dei bersaniani fa capolino anche l’assessore alla sanità Lucia Borsellino scortata dal suo predecessore Massimo Russo, che sembra aver definitivamente abbandonato l’orbita lombardiana. Nel segno del fair play spunta anche la pattuglia dei renziani guidati da Davide Faraone.

La scena però è tutta per Bersani e Rosario Crocetta che entra da trionfatore al teatro Zappalà e fa in un certo senso “pesare” il suo ruolo di kingmaker del centrosinistra isolano.  Il Governatore ha ribadito davanti ai bersaniani ciò che in mattinanata aveva detto attraverso una nota: “gli assessori saranno solamente personaggi di alto profilo”. Le parole di Crocetta sono suonate come un requiem per le aspirazioni di tanti, anche tra gli astanti presenti sotto il tendone del teatro, e il Presidente della Regione ha ulteriormente chiarito il concetto con una battuta che probabilmente ha fatto irrigidire qualcuno: “dico a chi fa anticamera nel Palazzo di non perdere più il suo tempo, non serve a niente, abbiamo cambiato metodo”.

Il segretario del Pd ha ascoltato le parole di Crocetta, ma nel suo intervento non è sceso nelle vicende siciliane, preferendo un taglio più nazionale mirato a spiegare le ragioni della sua candidatura alle primarie. Bersani non cita mai il suo diretto competitor Renzi, ma su alcuni argomenti comincia a marcare le differenze, come ad esempio sul dialogo con i centristi: il dialogo con i moderati è aperto, dice Bersani, ma c’è anche una esigenza di chiarezza, “non si può guidare un’auto stando ai box”, ribadisce il leader del Pd alludendo a Montezemolo.

Bersani poi ha toccato il tema dell’appoggio al governo Monti: “Per quel che riguarda me, l’agenda Monti significa rigore e credibilità quello che Monti ha portato nel mondo. Da lì  non si torna indietro, ma vorrei aggiungerci un po’ di equità e di lavoro. Questo e per me l’obiettivo”. Poi una battuta per i giornalisti:  “Mi misurano sempre il tasso di montismo – ha detto poi con una battuta – rimango fedele a ciò che dissi un anno fa, lealtà, non aspettatevi scherzi da noi, siamo un partito serio. Ma aspettatevi anche che diciamo la nostra”.

Adriano Frinchi

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