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Berlusconi indagato a Napoli per compravendita voti

Silvio Berlusconi (foto internet)

(Reuters) L’ex premier Silvio Berlusconi è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti per una presunta vicenda di compravendita di voti di senatori, riferiscono fonti giudiziarie.

Intanto, la procura di Reggio Emilia ha iscritto il Cavaliere sul registro degli indagati, con l’accusa di voto di scambio, per la lettera con cui, durante la campagna elettorale, il Pdl prometteva la restituzione dell’Imu in caso di vittoria del centrodestra.

Le due notizie hanno provocato una levata di scudi nel partito, che con Angelino Alfano accusa i magistrati di “aggressione… mentre il Paese vive una delicatissima fase di transizione istituzionale nella quale il presidente Berlusconi sarà chiamato ad esercitare grandissima influenza come leader del Pdl”.

Alfano ha anche annunciato una “una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Popolo della Libertà e della democrazia italiana” per protestare contro l’iniziativa delle procure.

A Napoli, oltre al presidente del Pdl sono indagati anche l’ex senatore Sergio De Gregorio e l’uomo d’affari Valter Lavitola, ex direttore del quotidiano socialista “L’Avanti!”.

Secondo le fonti, la vicenda è relativa al 2006, quando De Gregorio, eletto con l‘Italia dei Valori, passò con il centrodestra – grazie all’opera di Lavitola – e fu eletto presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama. Il passaggio del senatore fu però pagato anche in denaro, per l’accusa: complessivamente, tre milioni e mezzo di euro.

Lavitola compare in un’altra inchiesta in cui anche Berlusconi è indagato, quella per la presunta induzione a mentire nei confronti dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, che avrebbe fornito un giro di prostitute all’ex premier. Secondo la procura di Bari, Berlusconi – che respinge ogni accusa – avrebbe convinto Tarantini a mentire ai pm che indagavano sul giro di prostituzione.

De Gregorio e Lavitola sono poi indagati a Napoli con l’accusa di aver indebitamente percepito contributi per l’editoria per circa 23 milioni di euro attraverso la International Press, società editrice de “L’Avanti!”.

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