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Berlusconi e il beneficio del dubbio

foto da ilcorrieredabruzzo.it

Silvio Berlusconi è tartassato, non c’è dubbio. Questa volta dalle visite fiscali: un’infiammazione all’occhio (uveite) non permette al Cavaliere di essere presente al “processo Ruby” e le Istituzioni Comuniste si ostinano a chiedere la visita fiscale non sapendo che alla prossima udienza ci sarà un altro gravissimo impedimento per poi, una volta giunta la prescrizione, ritrovare la splendida forma e vedere di buon occhio l’accertamento del fisco. Tutto secondo la tattica, oramai abusata, della convenienza mediatica in base al caso in questione: ‘dico una cosa se mi conviene, non se la penso’.

Berlusconi sembra incarnare lo spirito ed il pensiero dell’italiano medio, visto il recente responso elettorale. Oggi si parla di visita fiscale, ieri della propaganda del rimborso Imu, per passare dalle “olgettine” alle leggi ad personam, fino ai numerosi processi e al conflitto d’interessi.

La visita fiscale è un sopruso della società contemporanea, sicuramente; “Perché se non si adempie al proprio dovere si deve dare conto e soddisfazione allo Stato?” . Sarà una legge fascista o, peggio ancora, comunista: si deve ancora decidere.

La capacità di un solo uomo di penetrare nella mente e nella quotidianità dell’italiano medio è arrivata a livelli estremi: dalle “olgettine” (un Presidente del consiglio potrà avere la sua privacy?) agli attacchi alla magistratura, dall’evasione delle tasse alla modifica della carta costituzionale e a leggi ad personam: tutto questo, accuratamente studiato,  per far diventare una normale prassi ciò che comunemente è visto come reato o mancato senso del pudore . Il “berlusconismo” dilaga e qualsiasi esternazione viene totalmente giustificata in nome della privacy o del supplizio subito un solo uomo che, per difendersi, deve a malincuore ricorrere al proprio potere.

Il continuo martellamento mediatico – fatto di slogan pubblicitari e frasi fatte – convince l’elettore/fruitore che quello che dice e pensa un uomo solo sia “legge” senza pensare per un solo secondo che potrebbe non essere un “martire” dello Stato e delle istituzioni ma colui che vuole tenere a bada le istituzioni stesse per non rischiare guai giudiziari. D’altronde il fatto che il Pdl senza Berlusconi stava per scomparire, la dice lunga sull’idea della concezione politica dell’italiano medio: votare un partito solamente per la presenza di un uomo. La morte della politica.

Quantomeno avere il beneficio del dubbio, analizzando con coerenza e conoscenza culturale i fatti, sarebbe cosa buona.

 

Simone Giuffrida

 

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