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Beni confiscati, nuove regole: Nasce la “norma Saguto”

Regole più dure per l’assegnazione e la gestione dei beni sequestrati alla mafia, questo è quanto prevede la riforma del codice antimafia, approvata dalla Camera. il testo passa al vaglio del Senato.

La nuova riforma, voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle, impedisce la nomina ad amministratore giudiziario di beni confiscati alla mafia non solo ai parenti ma anche ai “conviventi e commensali abituali”, del magistrato a cui viene conferito l’incarico. In particolare l’emendamento prevede che, “non possono assumere l’ufficio di amministratore giudiziario né di coadiutore o diretto o collaboratore dell’amministratore giudiziario il coniuge, i parenti fino al quarto grado, gli affini entro il secondo grado, i conviventi o commensali abituali del magistrato che conferisce l’incarico”. Gli amministratori giudiziari, non potranno avere più di tre incarichi. La riforma è stata ribattezzata “norma Saguto”, dal nome dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto è stata sospesa dalla funzioni e indagata per corruzione.

Il provvedimento deriva dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la quale organizzazioni sociali come la Cgil, Avviso Pubblico, Arci, Acli, Libera, Lega Coop, Centro Studi Pio La Torre, Sos Impresa raccolsero, due anni fa centinaia di miglia di firme e integrata dalla commissione parlamentare antimafia.

L’emendamento. Gli immobili confiscati alla mafia dallo Stato potranno essere concessi in affitto a personale delle Forze di Polizia, delle forze armate e del corpo nazionale dei vigili del fuoco. I locatari degli immobili confiscati, secondo l’emendamento, potranno provvedere a proprie spese a ristrutturarli se le amministrazioni che hanno assegnato l’immobile non dispongano delle risorse necessarie e approveranno il progetto esecutivo dei lavori ed il piano dettagliato di spesa. In quel caso sarà possibile un pareggiamento delle spesa sostenuta dagli agenti o dai funzionari assegnatari che andranno a valere sul canone d’affitto. Gli immobili potranno essere affittati per quattro anni, prorogabili per non più di due volte.

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