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Battiato choc: “In Parlamento troie che farebbero tutto”

Franco Battiato. Foto Internet

In Parlamento ci sono ”troie” disposte a ”fare di tutto”. A dichiararlo è stato Franco Battiato, assessore al Turismo della Regione Sicilia, nel suo intervento al Parlamento Europeo.

Parole che hanno suscitato lo sdegno del presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha sottolineato: ”Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari.

Da presidente della Camera dei deputati e da donna – ha aggiunto – respingo nel modo più fermo l’insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni – ha osservato – può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall’oltraggio”.

“La farneticante dichiarazione sulla Destra italiana di Franco Battiato, che continua a stupire per le sue estemporanee e volgari esternazioni, e quell’altra recente, analogamente spropositata, di Lucia Annunziata, sono segnali inquietanti di un’intolleranza razzista che tanto ricorda i regimi nazisti e stalinisti”. Lo dichiara il Vicepresidente dell’Ars, On. Salvo Pogliese, facendo riferimento alle note esternazioni della giornalista Rai e del cantautore prestato alla politica.

“Tralasciando la dichiarazione dell’Annunziata – continua il Parlamentare – sulla quale l’organismo di controllo del servizio pubblico sarebbe dovuto intervenire, ci soffermiamo su quella dell’Assessore al Turismo che definisce la Destra italiana ‘una cosa che non appartiene agli esseri umani’, tralasciando le battutacce odierne sulle donne del Parlamento che si commentano da sole.

Evidentemente Battiato, assurgendo ad un ruolo di potere, è stato subito colto dalla ‘sindrome dell’onnipotenza’ e, ritenendosi detentore del Verbo, pontifica, ma non su singole posizioni, cosa che rientra nel normale confronto delle opinioni, ma sui riferimenti ideologici di una intera area politica che, al di là del risultato elettorale, rappresenta circa la metà del popolo italiano.

Il cantautore, inoltre, che non ha disdegnato finanziamenti per i suoi concerti, film e festival da assessori di destra, trascura anche il fatto che moltissime di queste persone ‘che non appartegono al genere umano’ hanno comprato i suoi dischi e hanno partecipato ai suoi concerti contribuendo al suo successo e certamente, ora, si sentono offesi e rimangono delusi dal comportamento di quello che è stato il loro idolo”.

“Certamente – conclude Pogliese – le dichiarazioni dei due sono frutto di un ‘lapsus freudiano’ che ha lasciato emergere l’odio viscerale verso chi non la pensa come loro. E’ questo che è ‘impresentabile’ e fa pensare ai famigerati gulag e ai lager in cui venivano costretti coloro che la pensavano diversamente e questo non è ‘appartenuto agli esseri che si definiscono umani’.

Invito, pertanto, Battiato a chiedere pubblicamente scusa agli italiani di destra e a ritornare a dedicarsi esclusivamente alla sua attività artistica”

“Battiato chieda immediatamente scusa per le affermazioni rilasciate quest’oggi al Parlamento europeo, lesive della dignità delle donne e delle istituzioni italiane”. Così Giovanni La Via, capodelegazione italiana del PdL a Bruxelles, commenta l’intervento con cui Franco Battiato, cantautore e assessore al Turismo della Regione Siciliana, ha definito “inaccettabili troie in Parlamento” le donne che sono state elette nei due rami di Camera e Senato. Battiato è intervenuto al Parlamento europeo nella sua veste istituzionale.

“Credo che Battiato -aggiunge La Via- si sia reso autore di una gaffe clamorosa che lede l’immagine dell’istituzione di cui oggi è stato rappresentante e portavoce al Parlamento europeo. “Si tratta di parole inaccettabili e da condannare -sottolinea La Via-, lesive della dignità delle donne italiane. Credo che Battiato -prosegue- con l’uscita odierna abbia superato il limite della decenza che compete a tutti, in particolare a chi ricopre incarichi istituzionali e si espone pubblicamente ad una platea internazionale quale quella di Bruxelles”.

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