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In Australia pacchetti di sigarette con foto shock

Pacchetto di sigarette, foto internet

Si sa. Smettere di fumare è difficile. Da oggi però, i tabagisti australiani, quando si recheranno al tabacchino a comprare le proprie sigarette, non troveranno più nei pacchetti i loghi delle marche delle grandi aziende produttrici, bensì frasi e immagini shock sui danni del fumo per la salute.

In Australia infatti, per scoraggiare i clienti a comprare sigarette e invogliarli quindi a smettere di fumare, si è pensato bene di vendere solo pacchetti di sigarette anonimi, tutti di colore marrone, senza slogan promozionali né simboli vari, ma con foto decisamente crude sui danni provocati dal fumo, che occupano l’85% del pacchetto: dal piede divorato dalla cancrena al tumore della bocca.

L’obiettivo del ministro della Sanità australiano Tanya Plibersek è quello di combattere e prevenire il tabagismo, rendendo il meno possibile attraente il fumo. L’Australia comunque, vanta uno dei tassi di fumatori tra i più bassi al mondo: dalla seconda guerra mondiale i fumatori sono scesi del 50% al 15% attuale, e il governo attraverso questo genere di iniziative, punta a ridurla a meno del 10% entro il 2018.

Sono state già messe al bando ogni forma di pubblicità del tabacco, dalle sponsorizzazioni sportive alle pubblicità televisive. Come ha spiegato il ministro, si vuole indurre i più giovani a smettere fin da subito di fumare o a non cominciare completamente di farlo. L’Oms, organizzazione mondiale della sanità, sta esortando il resto del mondo a seguire l’esempio australiano.

Alessandro Marsala

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2 commenti

  1. Le foto ci sono già da anni, la novità (anche se se ne discuteva già nel 2011 quando risiedevo a Melbourne) sono i pacchetti anonimi. Aggiungete che tabacco e sigarette hanno costi astronomici (sui 30 dollari il pacco di tabacco da 50 gr) e che non possono essere esposti nei negozi ma conservati in teche protette da tendine per non essere visibili. Il commerciante, inoltre, non può dare informazioni al compratore (lo scoprii a mie spese chiedendo un tabacco “secco” come quello che fumavo in Italia). Inoltre i mezzi pubblici sono pieni di pubblicità con foto shock sui danni del fumo e sui benefici per chi smette. (C’era anche una bellissima, e cruentissima, campagna pubblicitaria contro gli infortuni sul lavoro, con le foto di gente amputata, sfigurata o resa invalida da incidenti lavorativi).

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