Economia & Lavoro

Attività per minori: il Comune manda a bando oltre 5 milioni di euro

L’assessore Agnese Ciulla

“Spiace leggere certe dichiarazioni rilasciate da un parlamentare regionale che evidentemente non conosce i fatti o fa finta di non conoscerli.” Lo dichiara Agnese Ciulla, Assessore comunale alla Cittadinanza sociale, commentando le dichiarazioni rilasciate dall’On.le Fabrizio Ferrandelli circa l’interruzione dell’attività di alcuni centri aggregativi per minori.

“Solo la settimana scorsa – ricorda l’Assessore – ho incontrato i responsabili di tutti i centri, spiegando la posizione del Comune, le necessità formali per procedere all’assegnazione dei fondi per le attività legate al Piano per l’infanzia. Ho anche spiegato che i fondi della legge 285 sono stati accreditati al Comune soltanto a Gennaio e quindi qualsiasi passo fatto prima sarebbe stato impossibile o in violazione della legge.”

Nei prossimi giorni, così come è stato comunicato agli Enti, verranno pubblicati i bandi per tutto il Piano e non solo per i Centri aggregativi e i bandi saranno fatti in modo tale da permettere la partecipazione anche degli enti di piccole e medie dimensioni, proprio per dare la possibilità di concorrere a tutti gli enti cittadini.

“Sono certa che l’on.le Ferrandelli non vuole proporre né a noi né agli enti di agire in violazione della legge e sono certa che non vuole che siano emessi dei Bandi che taglino fuori tutti gli enti cittadini a vantaggio di qualche grosso gruppo del privato sociale, magari non legato alla città di Palermo.”

 

Di seguito il Comunicato emesso dall’Ufficio Informazione Istituzionale del Comune lo scorso 21 febbraio.

Si è svolto ieri presso la sede dell’Assessorato alla Cittadinanza Sociale un incontro fra l’Assessore Agnese Ciulla e gli enti gestori di interventi relativi al piano infanzia (ex lege 285/97).
All’incontro hanno partecipato anche la dirigente e il funzionario responsabile del Piano per l’infanzia e l’adolescenza.

Durante l’incontro l’Amministrazione Comune ha spiegato agli enti lo stato attuale dei trasferimenti dei fondi da parte del Ministero del Lavoro e Affari Sociali a partire dalle pendenze dell’esercizio finanzario 2004, fino all’ultimo stanziamento relativo al 2012. L’Assessore ha ricordato che nel 2009 i trasferimenti hanno subito una battuta d’arresto, per un contensioso instaurato dal Ministero dell’Economia. Ci sono quindi enti che pur avendo svolto le proprie attività non hanno ancora ricevuto i saldi per circa 450 mila euro.
‘E’ una situazione grave – ha affermato l’Assessore – che mette evidentemente in difficoltà gli enti e gli operatori. Abbiamo avviato un dialogo col Governo per trovare una soluzione, e allo stesso tempo i nostri uffici stanno valutando le soluzioni possibili.’

L’incontro si è poi concentrato sulla programmazione futura e sull’impiego delle somme destinate dall’Amministrazione al Piano per l’infanzia e l’adolescenza (circa 5 milioni e 250 mila euro). L’Assessore ha illustrato le importanti determinazioni che il settore della Cittadinanza sociale ha concordato con l’ufficio contratti del Comune per migliorare le modalità di affidamento dei servizi sociali da parte dell’Amministrazione. Nello specifico è stato spiegato che, ferma restando l’applicazione del Codice degli appalti, si è è scelto di applicare alcuni criteri che rafforzino la programmazione ed il relativo affidamento dei servizi per piccole porzioni di territorio e la possibilità di predisporre criteri di valutazione che tengano conto delle esperienze degli enti concorrenti e delle possibili professionalità coinvolgibili.

In sostanza, ha spiegato l’Assessore ‘abbiamo superando la necessità di fare macro-bandi per grandi porzioni del territorio cittadino e con impegni finanziari elevatissimi che avrebbero tagliato fuori quasi tutte le realtà impegnate nel sociale a livello locale.’

‘Abbiamo invece previsto la possibilità di progettare interventi specifici per i singoli territori e quartieri della città, con un processo che permetterà una partecipazione dal basso, legata davvero alle esigenze dei bambini e delle bambine, piuttosto che progetti fotocopia calati dall’alto.’

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