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Attaguile da il “Ben venuto al Sud” a Noi con Salvini

Il neonato movimento fondato dall’europalamentare approda in Sicilia.

Angelo Attaguile

La Sicilia non più appendice di un Sud assistito e piagnone, non più area di sfruttamento di una mediazione politica, affaristica e clientelare. E’ con questa nuova spinta che la Lega di Salvini, rinnegando le crociate anti-Sud del passato neanche tanto remoto a dire il vero (riecheggiano ancora nell’etere le parole pronunciate appena 5 mesi fa dal vice capogruppo del Carroccio al consiglio regionale della Lombardia, Fabio Rolfi, contro i prof “terroni in terra Padana”) , approda nell’Isola con un nuovo soggetto politico “la Lega dei popoli” , cancellando con un colpo di spugna il nome lega per sostituirlo con il più spendibile (almeno nel meridione) “Noi con Salvini”.

Il “Ben venuto al Sud” al neonato movimento dell’europarlamentare glielo offre Angelo Attaguile,  mentore politico di Raffaele Lombardo, che in quota Mpa ha trovato un posto nel listino bloccato per la Camera nel 2013. E a Palermo, nella sala Wagner dell’Hotel Delle Palme, il neo deputato “sono alla mia prima legislatura” ha tenuto a precisare, accoglie una folla inattesa, formata da molti ex cuffariani, ma anche qualche ex An e pochi, a dire il vero, giovani. Tutti pronti a saltare sul carroccio di Salvini rivestito di nuovo.

“Mi chiede se l’Isola non rappresenta più la palla al piede del Paese? Non possiamo più esserlo- riferisce ai taccuini de Il Moderatore-  non lo siamo per noi, ma in modo particolare per loro che hanno capito che una palla al piede blocca anche il Nord. Salvini, che è uomo di grande intelligenza, ha capito anche questo. Con la mia presenza nel partito già da due anni, abbiamo fatto un gruppo parlamentare di venti deputati, ne mancava uno per poter costituire un gruppo in Parlamento, così ho dato la mia adesione ma a patto che venisse aggiunto nel simbolo il temine “autonomie”.

Parla Attaguile con i giornalisti e nel frattempo distribuisce loro un piccolo volume che racconta la sua vicenda giudiziaria, conclusasi con un’assoluzione dopo quasi quindici anni “di calvario. E’ il motivo per cui sono rimasto a lungo fuori dalla politica”, ha spiegato.

Per poi proseguire con vigore. “La Lega non è più quella di Bossi, ma di Salvini. Oggi, il segretario nazionale non si preoccupa più esclusivamente dei problemi del Nord, ma comincia ad interessarsi delle molteplici problematiche delle regioni del sud del Paese. Vuole cambiare il sistema da Bruxelles e intende creare l’Europa delle regioni. Bisogna avere il coraggio e la saggezza di superare certi pregiudizi, è soprattutto a noi siciliani che devono interessare le sorti della nostra regione, se solo avessimo la forza, l’orgoglio di uscire fuori da ogni forma di clientelismo ed assistenzialismo che ci hanno portato certi politici che ci hanno governato fino ad oggi”.

E’ soddisfatto Attaguile, non si aspettava certo una tale adesione. “Visto l’entusiasmo di oggi, credo bene che il partito possa andare al 20%”, si spinge a dire.

Al centro del programma politico del neonato movimento, che guarda a un elettorato di destra, sono i soliti quattro punti cardine: stop all’immigrazione clandestina, no all’euro, abolizione della legge Fornero e riforma fiscale con un’aliquota Irpef fissa per tutti al 15%.

“Questo progetto politico guarda al centrodestra, ma non ad Ncd e ad Alfano, viste le sue politiche sull’immigrazione- argomenta il deputato”. Eppure, voci nei corridoi dell’Assemblea regionale siciliana sostengono che Salvini abbia chiamato un deputato in quota Ncd.

“Non mi risulta- risponde- chiederò personalmente a Salvini”. Pochi giovani, dicevamo, in sala e a quella minuta schiera abbiamo chiesto le ragioni della loro presenza all’evento.

“C’è una certa curiosità sia per Salvini che per Attaguile- risponde Marco Savatteri-  ma non solo.  Condividiamo molti argomenti, come ad esempio il fenomeno incontrollato dell’immigrazione clandestina. Questi entrano da tutte le parti e dopo 24 ore scompaiono. Non so se qualcuno si è mai fatto un giro per Ballarò o la Vucciria (storici quartieri del capoluogo, ndr) nel bel mezzo della notte- prosegue- ecco si vede di tutto e questi luoghi diventano inaccessibili per noi cittadini. C’è tanto degrado e così non si può andare avanti.

Sia chiaro che – precisa-  il mio sfogo non va contro questa povera gente, ma di certo ora è indispensabile che anche l’Ue affronti il problema con tutti i mezzi a disposizione.”

Al primo raduno dell’europarlamentare che cantava le puzza dei meridionali non c’erano solo simpatizzanti di tutti i colori politici, ma anche diversi curiosi che, fuori dalle mura dell’edificio, ironizzavano sul movimento di Salvini. Fra questi, un componente del comitato nazionale della Destra di Storace.

“Il megafono Salvini, dice oggi cose che noi abbiamo sempre detto, ma ha fatto un doppio errore. Il primo, è quello di pensare che in Italia possa esistere un partito di due partiti, uno per il Nord e l’altro per il Sud. I militanti della prima ora del Carroccio non accetteranno di togliere lo storico nome dal simbolo, e certamente il segretario non poteva scendere in Sicilia con quella dicitura. Il secondo, è che predica bene e razzola male perché quello che è stato imputato a Renzi, a seguito del suo “Letta stai sereno”, lo sta facendo con Tosi anche se non l’ha scritto con un twitt. Al sindaco di Verona- prosegue- che era stato designato a fare questo partito unico nazionale, riconosco un’intelligenza ed una furbizia superiore a quella di Salvini. Tant’è che adesso lo sta facendo sfogare. Tosi sta cercando alleanze con Meloni e Fitto, con i quali potrebbe davvero creare un entità unica senza quella divisione partitica. Salvini invece, in Sicilia sta partendo col piede sbagliato, scegliendo Attaguile un ex Mpa, che organizza il comitato regionale a Catania anziché nel capoluogo siciliano. Un copione già visto”.

Ma voi della Destra di Storace cercherete un’alleanza con Salvini, chiediamo. “Lo escludo”.

Marina Pupella

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