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Assoconfidi Sicilia: rinnovata la governance. Carlino il nuovo presidente

Rosario Carlino

(di redazione)  Assoconfidi Sicilia, l’associazione di categoria che riunisce il 95% dei confidi con sede in Sicilia e operanti nella regione, ha rinnovato i vertici lo scorso giovedì, 20 settembre, nel corso dell’assemblea svoltasi a Caltanissetta presso i locali di Confidimpresa Farmafidi Italia (Cofai).

I nuovi vertici

Il nuovo presidente dell’Associazione è Rosario Carlino, direttore generale di Credimpresa e presidente di Confidi Sicilia in Rete, la principale rete di confidi del Meridione con una consistenza patrimoniale di oltre 50 milioni di euro.

«Ringrazio i membri di Assoconfidi Sicilia – ha dichiarato Carlino – per la fiducia riposta nella mia persona e che cercherò, con ogni sforzo, di tramutare in azioni concrete a partire dal memorandum già consegnato a marzo nelle mani dell’Assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao; azioni – continua Carlino – in difesa del comparto, oggi in forte difficoltà per la crisi economica che attanaglia il mondo dell’imprenditoria e per alcune scelte politiche che ancora non permettono ai confidi di potere svolgere in pieno il loro fondamentale ruolo di collegamento tra le imprese e l’accesso al credito, il tutto sullo sfondo di una drammatica emigrazione delle nostre migliori risorse umane».

E aggiunge: «Ringrazio i precedenti vertici tra cui il compianto Vito Rinaudo, prematuramente scomparso lo scorso febbraio e già presidente di questa Associazione».

Vicepresidenti di Assoconfidi Sicilia sono stati eletti Fabio Montesano, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Enna e da poco amministratore delegato di Fidimed – che insieme a Confeserfidi rappresentano gli unici Confidi 106 della Sicilia – e Salvatore Adamo per Multifidi. Incarico anche per Bartolomeo Mililli, amministratore delegato di Confeserfidi, nominato a capo della Segreteria tecnica di Assoconfidi Sicilia.

Assoconfidi Sicilia

L’associazione di categoria riunisce il 95% dei confidi siciliani, in grado di garantire alle circa 70.000 aziende socie ben due miliardi di euro di finanziamenti. È soggetto indicato dalla normativa regionale a partecipare ai tavoli istituiti sulle tematiche riguardanti i confidi e per le sue azioni gode di autonomia finanziaria, economica e patrimoniale.

Obiettivi e richieste immediate alla politica regionale

Il memorandum dello scorso marzo, consegnato all’Assessore Armao a Villa Malfitano, ricorda che il nodo centrale della crisi attraversata dai confidi necessita urgentemente di nuove risorse da immettere nel comparto, posta l’erosione dei loro patrimoni già avviata da tempo. «Non riteniamo sia più possibile attendere –dichiarano i rappresentanti di Assoconfidi Sicilia – perché questo settore non può essere percepito come ancillare rispetto al primario ambito bancario e neppure può essere vittima della stretta al credito e delle pessime condizioni in cui versa un buon numero delle imprese che si rivolgono ai confidi».

E chiosano: «Anzi, le garanzie pubbliche in favore delle pmi per operazioni creditizie attivate attraverso il sistema dei confidi riconosciuti ex l.r. n. 11/2005, può sviluppare un “effetto leva” affatto irrilevante e con un’incidenza positiva sull’economia reale».

Diverse le priorità individuate a cominciare dalla convocazione della Conferenza Stato-Regioni per limitare l’intervento del Fondo Centrale di Garanzia nel territorio regionale siciliano alla sola controgaranzia per operazioni di importi definiti, come già avvenuto per altre regioni e, da ultimo, in Emilia-Romagna; all’approvazione del disegno di legge sul “Rifinanziamento dei Consorzi Fidi ex Legge Regionale n. 11/2005”, prevedendo un aumento delle risorse da stanziare; quindi la riforma della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11 (il testo normativo regionale di riferimento per i confidi, i quali ritengono giunto il momento di procedere a una sua razionalizzazione); o, ancora, la valorizzazione dei fondi rischi dei confidi attraverso fondi europei, il sostegno a progetti di aggregazione e di fusione tra confidi e la costituzione di un tavolo tecnico permanente, interassessoriale, sul credito e sugli strumenti finanziari, costituito in pari misura da una rappresentanza dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), di Assoconfidi e degli Assessorati competenti.

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