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Ars, chi sono i deputati più attivi? E quelli più timidi? Ecco la classifica

È tempo di bilanci per la XV legislatura del Parlamento siciliano. Mentre ci si avvia infatti allo scioglimento dell’Ars, e al contempo, è partita la campagna elettorale, abbiamo puntato l’obiettivo su quanto hanno realmente prodotto i 90 deputati nel corso del loro mandato a Sala d’Ercole.

Nel misurare l’attività legislativa dei parlamentari siciliani, possiamo innanzitutto già notare, quanto la produzione di leggi sia stata demandata in maniera quasi maggioritaria alla Giunta regionale e quindi ai ben cinque governi (senza tenere conto dei vari rimpasti) guidato da Raffaele Lombardo.

Il presidente della Regione uscente è infatti colui il quale ha proposto il maggior numero di disegni di legge come primo firmatario, ben 109, al quale va ad aggiungersi l’unico che ha proposto come cofirmatario. Di questi, 48 sono stati convertiti in altrettante leggi regionali e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione. Segue a sorpresa, ma non troppo, il deputato del Pdl, Salvino Caputo. L’ex sindaco di Monreale infatti, ha proposto ben 81 disegni di legge come primo firmatario e 71 come cofirmatario. Il fatto di essere andato dopo appena un anno e mezzo all’opposizione con il suo partito, ha però sicuramente influito sulla resa delle sue proposte: di 152 ddl infatti solo 13 sono stati poi effettivamente convertiti in legge.

Il gruppo parlamentare più attivo è stato senz’altro quello del Pd e a riprova di ciò, notiamo come tutti i deputati del partito di centrosinistra presentano nella tabella valori molto alti soprattutto nella colonna riguardante le proposte di legge come cofirmatari. I primatisti in tal senso sono Baldo Gucciardi e Pino Apprendi con 80 ddl presentati come cofirmatari, ma mentre del primo solo quattro sono stati convertiti in legge (nonostante vadano a sommarsi ai 33 presentati come primo firmatario), del secondo sono invece 13, pur se come primo firmatario ne ha presentati solamente 12. Cifre tutto sommato decisamente modeste, nel rapporto fra ddl e conversioni di questi in leggi e la proporzione va ad assumere toni ancora più bassi se misuriamo le proposte fornite dal Pdl, certamente penalizzato dall’uscita dalla maggioranza di governo. Esempi emblematici in tal senso sono quelli di Salvo Pugliese (su 122 proposte in generale, solo 7 sono diventate leggi), Marco Falcone (9 su 129) ed Enzo Vinciullo (7 su 167), per una media generale che per i tre non arriva che al 5.5 per cento.

Ma c’è chi fa molto di peggio e sono i deputati che non sono riusciti a trasformare nemmeno un ddl in legge. Fatta eccezione per new entry dell’ultima ora come il neo assessore al Lavoro e alla Famiglia, Giuseppe Spampinato (entrato a Sala d’Ercole il 12 giugno, nessuna proposta) e Marcello Bartolotta (rimasto nel limbo per parecchi mesi prima di subentrare definitivamente al dimissionario Cateno De Luca lo scorso 24 luglio), i casi di parlamentari a quota zero non sono pochi. La media più sconfortante è quella di Beppe Arena, fedelissimo di Lombardo che nonostante 35 disegni di legge presentati in totale non è riuscito a vederne trasformato nessuno come legge. A zero anche Giovanni Cristaudo (Mps, su 10), Antonio D’Aquino (Mpa, su 2), Salvo Giuffrida (Udc, su 20) e Mario Parlavecchio (Mpa, 10).

Interessante è infine scorrere la classifica dei deputati più timidi, ovvero di quelli che non hanno presentato nessuna proposta come primo firmatario. Fra questi oltre ai già citati Bartolotta, Spampinato, Cristaudo, Parlavecchio e D’Aquino, vi sono Nuccio Cappadona (Misto), Pippo Currenti (Fli), Luigi Gentile (Fli), Edoardo Leanza (Pdl) e Guglielmo Scammacca Della Bruca (Mpa).

Luca Mangogna

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