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In arrivo PengPod, il primo tablet open source di Linux

PengPod, foto internet

Apple, Samsung ed Acer hanno un concorrente in più nella sfida per assicurarsi il mercato dei tablet. PengPod, azienda americana nel settore hi-tech, annuncia l’uscita di un nuovo tablet, la cui peculiarità è la coesistenza di due sistemi operativi: Android e Linux.

L’operazione nasce dal successo ottenuto da una raccolta di fondi, sostenuta e promossa dal sito Indiegogo, sito internazionale di finanziamento pubblico fondato da Danae Ringelmann, Slava Rubin, ed Eric Schell nel 2008. Grazie a questi fondi è iniziato lo sviluppo di questo tablet, che grazie al sistema operativo di Linux sarà il primo tablet open source.

Il progetto è illustrato da Neal Peacock, fondatore dell’azienda: “Chi è un utilizzatore appassionato di Linux avrà quasi certamente comprato un tablet Android perché è un sistema aperto e ci permette di installare di tutto. Troppo spesso, però, poi scopriamo delle limitazioni che non piacciono a chi è un vero esperto. Ecco perché vogliamo dare ai nostri clienti un tablet che usi un “vero” Linux. In realtà, per essere più flessibili, i Pengpod avranno un sistema operativo doppio, Android e Linux, tra i quali scegliere al momento dell’avvio, ma poi potranno utilizzare tutti i programmi che girano anche sui computer.”

Altro punto di forza, da non sottovalutare in tempi di crisi, di questa nuova tavoletta è il rapporto qualità-prezzo. PengPod uscirà infatti fra gennaio e febbraio 2013 in due versioni a prezzi vantaggiosi: il PengPod 700 sarà in vendita a 120 dollari (circa 100 €) e il suo fratello maggiore, Pengpod 1000, a 185 (circa 150 €).

Le caratteristiche tecniche sono comuni: schermo touch capacitivo, 1Gb di memoria RAM, una batteria molto capiente e uno slot Sd per espandere la memoria e trasferire facilmente dati e programmi.

In termini di vendita quello che fa ben sperare l’azienda americana è successo ottenuto nelle prenotazioni da sistemi simili come il Vivaldi (l’azienda ha addirittura chiuso la possibilità di ordinare i tablet dal sito perché sommersa dalle richieste), quindi c’è una seria possibilità che questi prodotti trovino molti utilizzi anche in ambito professionale.

Fabio Butera

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