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Arriva Renzi a Palermo e tutto diventa più bello

La visita del primo ministro Matteo Renzi a Palermo in occasione dell’inaugurazione della scuola intitolata al Beato Pino Puglisi è su tutti i giornali di oggi. Ad accoglierlo il presidente della Regione, Rosario Crocetta, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il prefetto Francesca Cannizzo, nonché migliaia di studenti dell’istituto.

Una visita annunciata nei giorni scorsi che ha portato alla nascita di una vera e propria catena umana che ha lavorato in pochissimo tempo per organizzare una giusta e degna accoglienza al premier. Ne sono un esempio l’aula informatica attrezzata di tutto punto, o le varie strumentazioni di cui aveva bisogno la scuola, o ancora la “semplice” pulizia della strada (ciò viene confermato da diverse segnalazioni che sono arrivate alla nostra redazione)… Tutte attività che finora sono mancate e che all’improvviso si sono realizzate.

Ed è proprio su questo punto che si sofferma la nostra attenzione. Come può una città come Palermo, ma ancor di più un quartiere come Brancaccio, mostrare e far comprendere i problemi che deve affrontare ogni giorno se l’immagine che da’ di sé è bella, pulita, accogliente, organizzata e funzionante?

Non pochi giorni fa il Centro Accoglienza Padre Nostro aveva pubblicato sul proprio sito una nota in cui si richiedeva aiuto per la fornitura del materiale didattico. “Bisogna tener presente che i minori di Brancaccio sono inseriti in nuclei familiari che non possono far fronte ai bisogni dei loro figli e spesso per le situazioni di degrado socio-culturale ed economico non possiedono gli strumenti adatti nel supportare il loro percorso scolastico – scriveva il presidente Maurizio Artale. […] Vi saremmo riconoscenti se voleste sostenerci, per quanto possibile, attraverso l’invio di materiale didattico vario (penne, matite, colori, quadernoni a righe e quadri per le classi di scuola elementare e media, album da disegno, zaini e quant’altro utile al corredo scolastico), al fine di sostenere il percorso scolastico di questi bambini”.

Nel giorno del 21esimo anniversario di Pino Puglisi, ucciso dalla mafia, Renzi ha tenuto a sottolineare quanta emozione provasse in corpo nell’essere lì presente “nella scuola che Padre Puglisi voleva fortemente, che chiese al Comune di Palermo nel 1992, che non fece in tempo a vedere perché ucciso dalla mafia e che l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi decise di inaugurare perché segno della riscossa e della rivincita dello Stato”.

“Il 15 settembre – ha detto ancora Renzi – significa padre Puglisi, cioè dedicare lo sforzo educativo a un gigante del nostro tempo”.

E se il sacerdote rappresenta ciò che veramente il premier dice, bisognerebbe dare la giusta attenzione alla realtà che vive una città come Palermo, una città in cui regna il degrado, la sporcizia, l’inciviltà e spesso l’indifferenza. La visita di questa mattina di Renzi ha puntato le telecamere di tutta l’Italia su Brancaccio, e tutti erano contenti, felici ed emozionati, ma a noi tutto ciò lascia un po’ l’amaro in bocca.

 

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