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Arresto Helg, “Ho agito per difficoltà economiche”. Chiesti i domiciliari per motivi di salute

E’un vero terremoto quello che ha fatto tremare fino alle fondamenta il grattacielo di via Emerico Amari, la centralissima arteria che ospita la Camera di Commercio di Palermo. Il suo presidente Roberto Helg, nonché vicepresidente di Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Falcone- Borsellino di Palermo, è stato arrestato mentre intascava una tangente di 100 mila euro da un ristoratore, affittuario di uno spazio dell’aeroporto, che si era rivolto a lui per la proroga del contratto.

Helg, uno dei big del commercio del capoluogo siciliano e titolare dell’omonima azienda che ha dichiarato fallimento nel dicembre 2012, ha fatto della legalità e della lotta al pizzo e al racket dell’estorsione il vangelo della sua attività di vertice alla Camera di Commercio. Sono arcinoti i suoi interventi pubblici al premio Libero Grassi, le sue numerose polemiche sui modi per combattere il pizzo imposto da Cosa Nostra ai commercianti, ed i diversi eventi a cui ha partecipato per discutere del rating di legalità di Confindustria Sicilia.

Certo, è piuttosto singolare che un imprenditore fallito possa essere stato scelto alla guida del consiglio di amministrazione di un organo di controllo e conservazione dei dati sensibili di tutte le imprese della provincia. Fino a poche ore fa erano le attività di promozione della legalità in cui spiccava la presenza di Helg, il paladino della lotta al malaffare che non si attendeva certo l’irruzione nel suo ufficio dei Carabinieri proprio mentre intascava 30.000 euro in contanti e un assegno in bianco da 70.000 euro.

Condotto subito in caserma, durante l’interrogatorio Roberto Helg ha tentato in un primo momento di smentire di avere ricevuto il ‘pizzo’ dall’imprenditore Palazzolo di Cinisi, la cittadina alle porte di Palermo che ha dato i natali a Peppino Impastato. Poi, quando i magistrati gli hanno fatto ascoltare la registrazione della conversazione con la sua vittima, non ha potuto che ammettere tutto.

“E stata un’indagine lampo, che si è svolta e conclusa nel giro di una settimana- ha dichiarato il procuratore capo di Palermo Franco Lo Voi-. L’imprenditore ha collaborato pienamente con i militari dell’Arma raccontando venerdì scorso del tentativo di Helg di estorcergli il denaro. Davanti alle sue stesse parole registrate – ha aggiunto il procuratore-  non ha potuto che ammettere tutto”.

Agli  inquirenti il numero uno della Camera di Commercio ha spiegato di avere agito “per difficoltà economiche”. Ma per Lo Voi, si tratta della giustificazione “che danno tutti”.

Il difensore, l’avvocato Fabio Lanfranca, che al momento si trova fuori Palermo, ha fatto sapere di aver già inoltrato l’istanza per ottenere i domiciliari per motivi di salute. Pare che il settantanovenne ex imprenditore sia cardiopatico.

Le indagini sono state condotte dal dipartimento crimini dell’amministrazione pubblica della Dda di Palermo e sono coordinate direttamente dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia e affidate ai sostituti Battineri e Ferrari che si avvalgono del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Palermo dei carabinieri sotto il comando del maggiore Alberto Raucci e con il coordinamento del Comandante del reparto, il colonnello Salvatore Altavilla.

La notizia dell’arresto di Helg, che al momento si trova al carcere Pagliarelli, ha creato non poco sconcerto e incredulità nel sistema imprenditoriale locale e regionale, al punto che nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni o commenti sull’accaduto. 

Marina Pupella

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