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Arrestata la blogger cubana Yoani Sanchez

Foto Internet

La blogger e dissidente cubana Yoani Sanchez è stata arrestata a Cuba: riferiscono oggi fonti della dissidenza. La Sanchez è ora detenuta a Bayamo, dove con altri attivisti intendeva seguire il processo ad Angel Carromero, esponente politico spagnolo accusato della morte, in un incidente d’auto, dell’oppositore cubano Paya.

La detenzione della Sanchez è stata resa nota via twitter da diverse fonti dell’isola, le quali precisano che insieme con lei è stato fermato anche il marito, il giornalista Reinaldo Escobar, e un gruppo di altri attivisti. Anche il blogger di regime ‘Yoandri’, funzionario della sicurezza di Stato dell’Avana, ha confermato l’arresto, bollando la Sanchez come “blogger filo-americana” e accusandola di essersi recata a Bayamo (est di Cuba) per “danneggiare il processo contro Carromero, compiere una provocazione e fare uno show a beneficio della stampa” straniera.

Yoani Sanchez e il marito “sono al momento irraggiungibili in quanto i loro cellulari sono in mano alla polizia segreta cubana”, ha detto il dissidente Elizardo Sanchez, che ha riferito di aver avuto conferma degli arresti a Bayamo attraverso “familiari della Sanchez”. Gli ultimi tweet raccontano il viaggio della sociologa dissidente dall’Avana verso Bayamo, includendo la notizia dell’arresto di Farinas, un altro dei volti più noti dell’opposizione al governo dell’isola.

«Mi informano che Farinas è stato arrestato. Non ho altri dettagli. La copertura dei cellulari sulla strada è pessima», poco prima del suo tweet finale nel quale Sanchez osservava, includendo una foto, i «chilometri e chilometri di marabù», una pianta invasiva considerata una piaga a Cuba, che vedeva dal suo finestrino. «Verso est, la situazione epidemiologica si deteriora, poliziotti ci fermano a Camaguey per fumigare la macchina», racconta la blogger e tre ore dopo aggiunge «ci fermano un’altra volta per fumigare la macchina. Chiedo al poliziotto se è per il dengue e non mi risponde».

Matteo Mecacci, deputato dei Radicali-Pd e presidente della commissione Diritti umani dell’Osce, esprime solidarietà alla blogger: «Spero che Yoani Sanchez sia presto libera di tornare a informare», dichiara Mecacci, il quale chiede l’intervento del ministro degli Esteri Giulio Terzi e dell’Unione europea.

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