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Armao all’Ance Sicilia: “L’Isola rischia il default”

Un momento della conferenza stampa (foto di Valentina D’Anna)

La Sicilia nel 2014 rischia il default se non ci saranno impegni di gestione rigorosissima della cosa pubblica”. Questo il durissimo intervento dell’assessore Gaetano Armao  all’assemblea  straordinaria imprese edili, organizzata dall’Ance  Sicilia. “La nostra classe politica – ha proseguito l’assessore – non ha la percezione della gravità della situazione e prosegue lo sperpero di denaro pubblico per gli apparati regionali che oggi costano ben 162 milioni di euro l’anno”.

L’assemblea – a cui hanno partecipato il presidente nazionale dell’Ance, Paolo Buzzetti, e quello regionale, Salvo Ferlito – ha centrato l’attenzione sull’eccessiva rigidità del patto di stabilità che impedisce alle amministrazioni di far fronte ai pagamenti per le opere pubbliche determinando una crisi profonda nel comparto edilizio.

“Ci stiamo preparando – ha dichiarato Paolo Buzzetti – anche ad azioni drastiche, come una class action, ma siamo convinti che si possano avviare politiche per affrontare la drammatica crisi dell’edilizia. Innanzitutto far fronte ai pagamenti: sono 19 i miliardi di debito della pubblica amministrazione verso le imprese edili e di questi 1,5 miliardi in Sicilia”.

A poche ore dalla firma del ministro Grilli della deroga al patto di stabilità che sblocca in Sicilia 600 milioni di euro da destinare alla spesa, l’assessore Armao sottolinea l’assoluta necessità di intervenire in modo più profondo puntando sugli investimenti. “L’unica salvezza per la Sicilia è stare in Europa – dichiara – e, pertanto, dobbiamo raddoppiare la quota delle spese esente dal patto di stabilità così da recuperare i soldi necessari al cofinanziamento dei fondi europei per le opere pubbliche.

Salvo Ferlito, presidente Ance Sicilia, ha sottolineato che senza gli investimenti si perde la possibilità di ammodernare il Paese e colmare il nostro gap con l’Europa. “Chiediamo che la burocrazia si metta da parte e che si punti alla digitalizzazione e alla trasparenza”.

L’assemblea, molto partecipata dagli imprenditori edili, sta proseguendo presso la sede dell’Ance Sicilia con confronti e dibattiti per la redazione di un ‘manifesto’ con i punti cardine della trattativa diretta che Ance Sicilia e Ance nazionale insieme avvieranno con i ministri Corrado Passera, Vittorio Grilli e Fabrizio Barca.

Valentina D’Anna

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2 commenti

  1. 23 ottobre 2012 – COMUNICATO STAMPA n. 66
    Proposta anti-fallimento
    “La Corte dei conti usa ancora termini assai benevoli, perché non osa indicare quel che nei bilanci regionali è l’assoluta evidenza, ovvero la non trasparenza dei dati e la drammatica sottovalutazione del rischio fallimento. Noi lo denunciamo fin da quando abbiamo preso voce: il debito è nascosto e sottostimato, la regione è già in default. Consapevoli di ciò, facciamo una proposta”, LeAli alla Sicilia prova così a disegnare un percorso virtuoso, sebbene in un quadro di disfacimento politico.
    “Ci ha molto impressionato il fatto che i più quotati candidati alla presidenza della regione si tengano alla larga da questo problema, oppure lo affrontano sparando cretinate, come i referendum indipendentisti, o raccontando minchionerie, come la presunta dipendenza dell’Italia dalla Sicilia e non della Sicilia dall’Italia. Sono tesi da irresponsabili, da arruffapopolo disperati, da demagoghi di provincia. Nel mentre i candidati si dedicano all’arte di farsi votare con l’inganno o con la suggestione, l’assessore al bilancio conferma la nostra diagnosi: si va verso il fallimento. Anche se lui lo fa imbrogliando le carte, supponendo di non avere responsabilità e indicando la colpa nel patto di stabilità. Altra stupidaggine”.
    “Siccome nessuno vincerà le imminenti elezioni, siccome l’eletto presidente sarà un impotente nelle mani dei trasformisti, noi lanciamo una proposta: chiunque vinca prenda l’impegno, fin da adesso, fin da prima del voto, di commissionare un’immediata, profonda e impietosa revisione dei conti, un’operazione verità che tolga l’impossibile alibi per il passato e rimuova l’illusione che si possa tirare a campare. Chieda tale due diligence a soggetti professionalmente indipendenti. E la chieda a una Corte dei conti che svolga le sue naturali funzioni di consulenza, senza alcun mandato di copertura e omissione. Chiuda tale operazione in un mese e formuli, a una disastrata, frammentata e mal popolata Assemblea regionale, entro il mese successivo, il suo programma di rientro e risanamento. Specificando quali spese saranno tagliate e quali entrate saranno possibili”.
    “A chi ci chiede per chi votare, visto che la nostra presenza è stata resa impossibile, dopo essere stata osteggiata in tutti i modi e negata da chi avrebbe dovuto fare informazione, noi non possiamo rispondere. Perché non amiamo il disfattismo, ma non ci prestiamo alla complicità. Almeno che i candidati accettino questa nostra proposta, sicché si possa dire agli elettori: quello ci ha dimostrato, se non altro, di capire in che condizione ci troviamo tutti. Alla vigilia del fallimento”.

  2. La mia terra ha fatto crack!

    Sole, mare, cultura, ambiente, risorse naturali, centralità nel Mediterraneo.
    Sono ingredienti questi che da soli spiegherebbero la ricchezza di un territorio ed invece…crack!

    Lo senti nelle ossa, ti ferisce, ti umilia, ti fa sentire inutile alla causa, anzi ti fa sentire la causa di un problema…dall’oggi al domani…sei un problema!

    E razionalmente cerchi di capire ma non puoi, perché non c’è nulla di razionale in tutto ciò, solo una sensazione di vuoto che ti fa pensare che il baratro adesso te lo trovi alle spalle e non perché lo hai evitato ma perché ci sei caduto, rovinosamente, in maniera vergognosa, in maniera matta nella maniera che non ti aspettavi perché pensavi…é impossibile che accada.

    Non ce la fai a prendertela con i governanti perché solo a pensarli ti viene la nausea, te la prendi con te stesso, con i tuoi concittadini che hanno tradito la loro libertà di voto per ottenere favori, che se ci pensi bene, erano diritti a loro dovuti.

    Cosa si é contrapposto ai valori aggiunti come al sole, al mare, alla cultura, all’ambiente, alle risorse naturali e alla centralità nel Mediterraneo? E le risposte adesso ti escono come un fiume in piena; mafia, clientelismo, corruzione, inettitudine, superficialità, incompetenza, egoismo, interessi personali, spregio per la tua terra, per i tuoi concittadini…e non ti fermi più e quando lo fai, solo per prendere fiato, allora capisci che sulla bilancia i pesi erano diversi, troppa disuguaglianza tra il dare e l’avere e ti chiedi allora se la lotta tra il bene ed il male sia finita con la sconfitta per il bene.

    Forse il crack non si materializzerà concretamente ma intanto ti senti già un fallito pur avendo vinto le tue mille battaglie personali perché la guerra l’hanno persa gli altri, quelli che avrebbero dovuto essere l’élite, i prescelti, i capaci, quelli di cui ti potevi fidare e che dovevano proteggerti, farti crescere e diventare un uomo degno.

    E allora il sole non ti scalda più, ti brucia e ti infastidisce, il mare é una distesa monocolore…senza vita. Guardi i tuoi figli e ti vergogni per ciò che li aspetta, per ciò che gli hai dato e pensi a chi da tempo te lo diceva a muso duro, in maniera spietata e spregevole e ti vien voglia di dire che avevano ragione e ciò é vomitevole.

    Ci sarà un momento di riscatto per questa terra, per la mia terra che é sempre stata meta da conquistare per le sue ricchezze e che adesso é una palla al piede di cui liberarsi il prima possibile.

    Quanti sacrifici, quanti stenti, quante lacrime…e non sono bastate, non bastano…e chissà per quanto tempo ancora.
    “Io non sono un fallito e te lo dimostrerò” é questo l’urlo che voglio sentire per le strade, nelle campagne, nelle spiagge e risorgeremo con fatica, come sempre é stato e quando ci riusciremo avrei voglia di vedere in ogni città di questa meravigliosa terra uno spazio urbano intitolato “Piazza Pulita”.

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