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Armao e Piscitello: “Se Crocetta e Baccei portano la Sicilia al fallimento”

Questa mattina a Palermo, presso la sala stampa dell’Assemblea Regionale Siciliana, il Movimento Sicilia Nazione ha tenuto una Conferenza Stampa sul tema: “Se Crocetta e Baccei portano la Sicilia al fallimento”.

Alla Conferenza Stampa erano presenti il prof. Gaetano Armao e l’on. Rino Piscitello.

I due esponenti del Movimento Sicilia Nazione hanno espresso le seguenti considerazioni:

Il governo Crocetta con una serie impressionante di scelte confusionarie ed approssimative, inerzie, assenza di riforme, e soprattutto subalternità agli ordini del Governo nazionale sta portando la Sicilia alla bancarotta. In termini tecnici la si può definire bancarotta preferenziale, nel senso che favorisce lo Stato in danno dei siciliani.

Il governo nazionale, anche attraverso il suo emissario assessore Baccei,  sta facendo di tutto per determinare questo risultato e poter poi commissariare la Sicilia eliminando del tutto la specialità.

Gli esempi di questa operazione sono ormai numerosi:

–         I 4 miliardi di potenziali entrate derivanti da contenziosi costituzionali ai quali Crocetta ha irragionevolmente rinunciato;

–         Il fermo totale per inerzia della Regione del negoziato sul federalismo fiscale, quasi definito già due anni e mezzo fa e già chiuso dalle altre regioni a statuto speciale. In mancanza delle norme di attuazione è infatti impossibile applicare previsioni statutarie come quelle in materia finanziaria o sul trasferimento dei beni.

–         I circa 9 md sottratti alla Sicilia tra risorse del Piano di azione e coesione (PAC riprogrammate nel 2012) e Fondo di sviluppo e coesione (FSC), o di quelle destinate al cofinanziamento dei fondi della programmazione UE. Si tratta di fonti finanziarie sottratte agli investimenti per il territorio.

–         Il c.d. decreto-irpef del 2014 che assesta un colpo ferale alle finanze siciliane, considerando pagate in Italia (e quindi sottraendole al bilancio regionale) le imposte pagate dai siciliani mediante versamenti telematici. Un altro esempio di annichilamento dell’autonomia finanziaria della Sicilia che Crocetta si è guardato bene dal contestare.

–         A questo si aggiunge la questione delle anticipazioni sui Fas e cofinanziamento di fondi UE di cui si è fatta carico la Regione. Lo Stato, non restituendo il dovuto, aggrava consapevolmente la drammatica situazione economica dell’isola.

–         Il ricorso a circa tre miliardi di nuovo indebitamento, che vincola il bilancio regionale per decenni, non per investimenti ma per garantire la spesa corrente. E questo mentre si eludono le norme sugli equilibri di bilancio.

Sono solo degli esempi che dimostrano in modo inequivocabile che l’obiettivo finale è quello di trascinare l’isola al fallimento finanziario nell’arco di un tempo brevissimo.

Costringere la Sicilia a piazzare sui mercati nuovo debito (e improbabile che lo sottoscriva Cassa Depositi e prestiti già sovraesposta con la Sicilia) a tassi esosi o con aste deserte, anche per i ratings bassi (Ba1 Moody’s, BBB- S&P, BBB Fitch), espone altresì al gravissimo rischio di deterioramento del debito già esistente con la prospettiva, doppiamente grave, di ritrovarsi le casse vuote ed oneri finanziari crescenti sul bilancio.

Così il default non dovrà dichiararlo un commissario dello Stato dimezzato, ma lo faranno i mercati e si potrà così Commissariare la Regione.

La bancarotta della Sicilia non solo porta soldi allo Stato, ma e’ funzionale al disegno accentratore del Governo nazionale, che già si legge a chiare lettere nella ‘contro-riforma costituzionale’ all’esame delle Camere e che si concreterà nell’azzeramento delle autonomia speciali in contrasto non solo con i principi costituzionali, ma anche con quelli europei della coesione economico-sociale e territoriale (insularità).

Per questa ragione SICILIA NAZIONE ha proposto due esposti all’Unione europea contro l’Italia e la Sicilia per violazione dei principi sulla portata addizionale e non sostitutiva dei fondi europei per la coesione. 

 Gli esponenti di Sicilia Nazione hanno rivolto nel corso della Conferenza Stampa un appello al Presidente della Repubblica affinché si faccia garante del rilancio del patto costituzionale che lega la Sicilia all’Italia. 

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