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Aricò: «Dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio si risvegliarono molte coscienze. Falcone e Borsellino esempio della vera antimafia»

Alessandro Aricò

PALERMO. «Oggi più che mai Falcone e Borsellino e tutti coloro che hanno pagato con la vita la concreta ed autentica lotta a Cosa Nostra sono un esempio da seguire. E contemporaneamente un ammonimento per chi – anche nel mondo politico – va sbandierando il vessillo di una falsa antimafia per fare carriera o addirittura usandolo da paravento per agire nell’illegalità».

(di redazione) Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo di DiventeràBellissima all’Ars, aggiungendo: «Fino al 1992 in molti erroneamente percepivano la mafia come se fosse una cosa lontana, limitata alle guerre tra i clan e riguardante una sola parte della società. Dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio si diffuse la consapevolezza che la mafia costituisce una minaccia nei confronti di tutti i siciliani liberi ed onesti. Il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte fu seguito da una coscienza sociale fino ad allora purtroppo rara in Sicilia. Da quel momento in poi nessuno può più tirarsi fuori dalla lotta alla mafia, voltandosi dall’altra parte pensando o facendo finta che il problema non lo riguardi».

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