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Ardizzone: “Dipendenti di Palazzo dei Normanni non hanno obbligo di firma e non timbrano cartellino”

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, annuncia una stagione di tagli pure per i dipendenti del Palazzo. Entro luglio, e quindi a partire dal 1° agosto, sarà fissato un tetto massimo di 240 mila euro agli stipendi dei burocrati, nonché una progressiva riduzione, attraverso pensionamenti, della pianta organica dell’Assemblea.

Ardizzone comunica oggi in conferenza stampa, la “sua personale” spending review accompagnato dal deputato questore Paolo Ruggirello, dichiarando: “Dopo i deputati, me incluso essendomi ridotto l’indennità, ora tocca ai dipendenti”.

Poi, ai giornalisti rivela di aver sospeso “il vitalizio a Cuffaro e ad altri undici ex deputati, ma non chiedetemi i nomi perché non ve li comunico”. Un vero elogio della trasparenza, o se volete della legge 33/2013, che fissa già nei principi generali i criteri in merito “all’accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. I vitalizi anche degli ex undici deputati sono dati pubblici e come tali dovrebbero essere accessibili anche all’opinione pubblica.

“Per loro – si limita a dire Ardizzone – questi uffici hanno avviato l’iter per la verifica dei requisiti già a febbraio”. Ma torniamo al taglio degli stipendi del personale impiegato al Palazzo, che ospita un organico di 220 dipendenti e 46 dirigenti, per una spesa annua di 32 milioni di euro. Numeri per altro confermati da Ruggirello. Finalmente era anche ora che si mettesse mano ai salari di chi è impiegato al Palazzo Reale, un edificio che ancora oggi rievoca gli antichi lustri della monarchia, mantenendone i privilegi e non contribuendo a ridurre la distanza con i cittadini e con il mondo reale.

Il tetto di 240 mila euro lorde a noi appare ancora molto alto (superiore persino allo stipendio di Obama), soprattutto se consideriamo i dati sulla disoccupazione in Sicilia pubblicati dall’Istat giusto ieri, che rivelano la perdita nei primi tre mesi dell’anno di 38 mila posti di lavoro, con una previsione da spavento di 150 mila disoccupati alla fine dell’anno.

Alla luce di questi dati, abbiamo chiesto al presidente Ardizzone quante giornate lavorative effettuano in una settimana e qual è il monte ore giornaliero dei beneficiari dei 240 mila euro.

“Non c’è un obbligo di firma per loro – è stata la sua risposta alquanto piccata-. Tutto si può dire dei consiglieri parlamentari, questi stanno qua dalla mattina alla sera. Non c’è una fascia oraria, infatti è tutto onnicomprensivo. Non è che timbrano il cartellino, lo fanno solo per giustificare.. (?) ma vanno ben oltre l’orario di lavoro: dal segretario generale agli assistenti parlamentari”. Quindi, dei dipendenti pubblici non hanno obbligo di firma e non timbrano neanche il cartellino.

Poi il presidente aggiunge: “Spesso il presidente della Regione tiene le riunioni di Giunta qui a Palazzo dei Normanni, perché dopo una certa ora, i dipendenti di palazzo d’Orleans chiudono, staccano e se ne vanno. Obiettivamente i nostri non hanno limiti di tempo. Semmai bisogna fare una differenza fra salario fisso e accessorio. Io, personalmente disturbo anche di domenica, di sera il personale che è a disposizione h24”. Non è una questione oraria, ma c’è pure una qualità del lavoro”.

A questo punto è Ruggirello a prendere la parola e a fornire risposte alle domande del Moderatore: “Ecco la sua domanda è pertinente perché si riferisce anche ad uno dei tre tavoli per la contrattazione che abbiamo avviato con i sindacati, proprio sull’orario di lavoro. Gli uffici lavorano da lunedì al venerdì, vanno oltre il monte di 40 ore settimanali , hanno un’ora di pausa pranzo e poi ci sono le fasce di commissione e nei giorni d’Aula non c’è un orario ben determinato. E’ una differenziazione del dipendente della Regione rispetto a quello dell’Assemblea regionale. Vi invito a recarvi negli assessorati, ad una certa ora spengono tutto e vanno via. Questo qui non accade”.

Marina Pupella

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