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Ardizzone: “Auto blu e vitalizi? Immotivati attacchi alle Regioni ed a quella siciliana in particolare”

“Auto blu e vitalizi? Immotivati attacchi alle Regioni ed a quella siciliana in particolare. Trovo strumentali i commenti di deputati eletti in Sicilia, e che oggi sono a fianco del premier Renzi, in merito alle spese dell’Ars e delle auto blu. L’Assemblea regionale, oggi, spende di meno per auto blu, appena 86 mila euro all’anno per 7 autovetture, io ne ho ridotto il costo del 60 per. Ma di questo nessuno parla, soprattutto i media nazionali e neanche voi ne scrivete. Invito Faraone e Renzi a prendere come modello di spending review l’Assemblea siciliana. Renzi mi deve dire, invece, quanto costa la sua ammiraglia- della quale ha assolutamente diritto- posto che come è noto a tutti, lui prende spesso il taxi”. E’ un fiume in piena il numero uno di Sala d’Ercole, Giovanni Ardizzone, che oggi ha convocato una conferenza stampa per rispondere in merito alle notizie apparse di recente sulle spese per le auto blu, sulle pensioni agli ex deputati condannati per reati legati alla mafia (il caso dell’indennità di Cuffaro, ndr) e sul silenzio sulla liquidazione d’oro dell’ex segretario generale Giovanni Tomasello.

“Nel 2011 abbiamo pure tolto il contributo per il pasto, perché ci era sembrato giusto fare quell’intervento- prosegue Ardizzone- e in generale abbiamo ridotto le spese”. E cita, dati e numeri alla mano, alcuni casi come quelli sui contributi dati dalla Presidenza per tornei di calcetto, sagre e processioni pasquali. “Sono stato il primo presidente dell’Ars a voler pubblicare tutte le spese, registrando un taglio comunque dei fondi rispetto agli anni precedenti – argomenta Ardizzone – stiamo parlando di 170 mila euro per i fondi riservati e di oltre 500 mila per i contributi culturali, in totale una spesa di 721 mila euro: nel 2010 la spesa era di 1,4 milioni di euro. Con questi fondi abbiamo aiutato anche famiglie disagiate”. E per dar forza al suo discorso, legge ai giornalisti un sms di ringraziamento inviatogli da un cittadino.

Il presidente dell’Assemblea dedica ampio spazio alla questione dei vitalizi assegnati ad ex deputati condannati per reati legati alla mafia, come l’ex governatore Salvatore Cuffaro: “Si tratta di una pensione di 4 mila euro netti e si è montato un caso come se l’Ars avesse approvato una norma per salvare questo vitalizio – specifica Ardizzone – nulla di più falso. Abbiamo recepito il decreto Monti, che prevede lo stop solo per reati contro la pubblica amministrazione. Potevano, come Parlamento autonomo, non accogliere il decreto Monti, invece lo abbiamo fatto e ho voluto fortemente inserire questa norma nel nostro regolamento. Ma sono più che contento che sia emersa questa storia e che se ne sia montato un caso, perché nessuno parla del fatto che se un parlamentare nazionale viene condannato anche per reati contro la pubblica amministrazione, vedi il caso di Luigi Lusi (l’ex tesoriere della Margherita, ndr), non scatta alcuna sospensione. Ma nel caso di Cuffaro, che è il male assoluto, ammesso che il no al vitalizio venisse esteso anche ai reati per mafia, il contributo verrebbe comunque erogato perché la norma riguarda i consiglieri regionali e i sindaci, ma non i deputati nazionali.

Questa è una vera ingiustizia, – attacca- e nessun partito dice nulla. Ma c’è di più: se un deputato regionale, come Salvino Caputo, è condannato a sei mesi per abuso d’ufficio, decade. Se Caputo fosse stato un parlamentare nazionale sarebbe rimasto deputato, perché per Camera e Senato occorre una condanna a due anni. Ma che senso ha? La verità è che il decreto Monti è una legge “salva Lusi” (ex tesoriere della Margherita). Di fatto, però, i deputati regionali del Movimento 5 stelle avevano presentato lo scorso gennaio un emendamento al recepimento del decreto Monti, che prevedeva l’esclusione del vitalizio e del trattamento previdenziale per i soggetti condannati, con sentenza passata in giudicato per i delitti previsti e puniti dagli articoli 416 bis e416 ter del codice penale. Ma quell’emendamento non passò, essendo stato votato solo dai 14 “grillini”.

Infine sul caso del segretario regionale appena andato in pensione, Giovanni Tomasello, spiega: “C’è una sentenza del Tar che invita a non pubblicare dati personali, e c’è una norma che riguarda la pubblicazione soltanto dei dati dei deputati. Quindi ho le mani legate. Sul sito abbiamo pubblicato i dati sugli stipendi dei dipendenti divisi a fasce. Più di così non possiamo fare. Non è giusta la gogna sociale per i dipendenti dell’Ars, così si istiga all’odio sociale. Prossimamente, pubblicheremo per fascia anche le pensioni. C’è un lavoro che verrà avviato e ne renderemo noti i dati”.

Poi rivolge un invito ai giornalisti, affinché scrivano che i deputati eletti in Sicilia al Parlamento nazionale non hanno a cuore le questioni e i grandi temi della loro terra. “Invito i parlamentari nazionali a battersi per il vero rispetto dello Statuto speciale: il trasferimento delle funzioni non corrisponde a quello delle risorse. Tutte le tasse vanno a Roma, e adesso anche in Europa. Ho scritto ad alcuni esponenti del Pd, il partito di Renzi. Ma non ho avuto alcuna risposta. Basta con quest’aria di supponenza, di superficialità da parte dei parlamentari nazionali siciliani. Persino la commissione affari istituzionali alla Camera è presieduta da una siciliana. Ma niente, nessuna risposta”.

Marina Pupella

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