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Apple iPhone 5, le reazioni su Twitter

Il nuovo iPhone 5 (foto da Internet)

L’uscita dell’ultimo gioiello di Casa Apple, l’iPhone5, ha visto nella notte lunghe code in molte città d’Italia, con i negozi di telefonia aperti eccezionalmente per la vendita dello smartphone. La corsa all’iPhone ha scatenato reazioni anche sui social network, soprattutto Twitter che con l’hashtag  #iPhone ha raccolto migliaia di commenti alcuni anche molto divertenti.

Si fa molta ironia sulla somiglianza, anche fisica, del nuovo iPhone con il precedente. Non è difficile, infatti, imbattersi in commenti del tipo “#iPhone l’unico telefono in cui 5=4”, oppure “Fare le code per uno smartphone è giusto, questo #iPhone ha addirittura il 5 al posto del 4. Incredibile!”. Altri commenti ironizzano sul fatto che, in Italia, l’uscita del nuovo iPhone è “l’unico motivo per cui gli italiani sembrano disposti a scendere in piazza”, sottolineando come “gli spagnoli scendono in strada per difendere i propri diritti, gli italiani per l’uscita dell’ #iPhone”. O ancora, sulle strabilianti, nonché eccessivamente enfatizzate, capacità del nuovo prodigio tecnologico: “Il nuovo #iPhone è cosi potente che se lo attacchi alla corrente ti ricarica tutta casa”.
Spazio anche alla politica (“Il nuovo #iPhone è più alto di Brunetta”), all’economia (“iPhone 5, notti bianche in Italia. E mesi al verde!!”) e alla sensibilizzazione (“Non abbandonate il vostro vecchio #iPhone in autostrada o nei distributori, c’è qualcuno che vi osserva e costituisce reato”).
Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Anche chi si chiede, perplesso, se “vale la pena passare la notte in bianco per avere l’ #iPhone 5, quando in realtà potrebbe prenderlo il giorno dopo? Costa meno?”, o chi si chiede se “tutti questi che sono in fila per l’ iPhone, un lavoro non ce l’hanno?”.
Una cosa è certa: l’uscita dell’ultimo gingillo tecnologico di Apple non è passata, com’era prevedibile, inosservata. In fila nei negozi c’è la ressa per accaparrarselo. In fila, sulla home di Twitter, c’è chi è pronto a criticarlo e sbeffeggiarlo. Il più classico dei “parlane bene, parlane male, purché se ne parli”.

Paolo Guagliardito

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