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Appanelle: una sfida gustosa per lo street food siciliano a portata di touch

Cibo da strada: un fenomeno vecchio come il mondo, tornato in auge negli ultimi tempi, per diversi fattori concomitanti, quali la crisi economica, la crescente passione mediatica per il cibo ed il successo capillare sul web del food blogging, che ne stanno determinando un successo senza precedenti.

Cibo da strada: quello siciliano, innanzitutto! Perché la Sicilia ed il suo capoluogo, Palermo, si stagliano ai vertici mondiali del settore Street food, come rilevato dalle classifiche della rivista Forbes e di Virtual Tourist, a partire dal 2012.

Palermo con il suo strepitoso 5 posto, figura benissimo alla pari di metropoli quali Bangkok, Singapore o Città del Messico.

Un’occasione ghiotta per potere avviare un’impresa che coniughi tradizione ed innovazione, i sapori epici con la connettività social, le figure storiche degli ambulanti con le mappe interattive in cui poterli facilmente trovare.

È questa la sfida globale che Appanelle, nascente app per dispositivi mobili, come smartphones e tablets, ha deciso di cogliere, per valorizzare un patrimonio di gusto e cultura che soddisfano animo, intelletto e palato.

“La nostra applicazione – afferma, Alessandro Franchina, fondatore di Appanelle, nasce dalla volontà di raccontare il meglio di una tradizione culinaria millenaria, frutto di contaminazioni etniche, culturali e di materie prime, che da sempre hanno caratterizzato la storia della Sicilia.

Un viaggio tra ricette, mercati popolari, vicoli, città e paesini siciliani, da offrire alla platea multiforme del web, attraverso funzioni e modalità social che permettano ad utenti ed operatori del settore o, ai semplici curiosi, di vivere un’esperienza che parte dal cibo e raggiunge sfere d’interesse di grande valore.

Perché la Sicilia ed il suo Street food?

È semplice! – continua Alessandro Franchina, alla base della nostra idea ci sono stati due imput: la nostra società ha un cuore anglosiculoromano, perfetta espressione del mix d’ingredienti tipici del cibo da strada siciliano, ma un’anima palermitana per due terzi dei componenti, e non di meno la nostalgia per la buona cucina nostrana, saporita e sana, per chi come il sottoscritto e Filippo Pelo, il mio alter ego e cofondatore di Appanelle, vive a 3000 km di distanza.

La nostra mentalità britannica, operiamo dalla vivace Brighton, non ha resistito agli impulsi ed alle emozioni di pietanze complete, per gusto e per i valori sociali e culturali che esprimono.

Una iniziativa che ha fatto breccia nell’interesse del Responsabile Unico del Cluster Bio Mediterraneo, Dott. Dario Cartabellotta, della UIM SICILIA E PALERMO (Unione Italiani nel Mondo) e da quella nazionale, tanto da guadagnarsi lo spazio di una presentazione ufficiale il prossimo 16 Maggio nel Padiglione Sicilia all’interno del Cluster Bio Mediterraneo all’EXPO 2015 di Milano.

Una start up che, da metà Aprile, concorrerà attraverso il sito di Eppela, la piattaforma on line leader in Italia per il crowdfunding, al raggiungimento degli obiettivi di sostegno economico necessari per presentarsi sul mercato ed agli utenti in modo efficace.

Da palermitano verace, – conclude Franchina, sono fiero ed orgoglioso che, pur da lontano, si possa fare qualcosa per esprimere le nostre eccellenze e regalarle a tutti.

Perché un panino con le panelle o ca meusa, un piatto di stigghiola o un ficurinnia agghiacciatu, un cannolo o una vastedda fritta, sono molto più che cibo da strada. Sono un luogo dell’anima.”

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