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Antonio Albanese torna al cinema con Tutto tutto niente niente

Locandina del film “Tutto tutto, niente niente” (foto internet”

Con lo scenario politico attuale, questo film non poteva capitare in un periodo più appropriato. Un ritratto dell’Italia di questi anni in un vortice di situazioni paradossali che Antonio Albanese definisce iper realistico, surreale e psichedelico.

Diretto ancora una volta da Giulio Manfredonia, Albanese, che già ci aveva fatto ridere nel film Qualunquemente, ,con la nuova pellicola Tutto tutto niente niente , interpreta tre personaggi diversi:  Cetto La Qualunque, teorico Du Pilu; Olfo, un leghista per il quale l’Italia è una e indivisibile da Rovigo a Cortina e Frengo, uno che fuma hashish e che vuole essere beato da vivo.

Albanese da uno a tre e triplica il successo. Uscito nelle sale ieri è già candidato a essere il film di Natale.

I tre personaggi, Cetto, Frengo e Olfo, finiranno in carcere, ma potranno stare sereni perché il loro profilo corrisponde al parlamentare italiano perfetto: abbastanza inutile, abbastanza corrotto, con la fedina penale sufficientemente sporca e senza ideali, così da votare ogni cosa il partito chieda. Infatti, i tre si ritroveranno uno vicino all’altro in Parlamento a relazionarsi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, interpretato da Fabrizio Bentivoglio con un look inedito.

Ricordiamo Bentivoglio in ruoli più impegnati, Una sconfinata giovinezza, Scialla, Ricordati di Me. Il Presidente del consiglio, invece è interpretato da  Paolo Villaggio: silenzioso e concentrato sul cibo mentre gli altri fanno i giochi.

Tutto tutto niente niente, film di Natale che  si distacca dai cinepanettoni. Si sorride ma non si ride, ironia e surrealismo, fanno luce in una buia Italia.

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