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Andare al cinema: Scongiurare “Cattivi vicini”?

Ritorna per me il gradevole momento di attenzionare un film direi proprio “sui generis”! “Cattivi vicini” – non miei per fortuna! – è il titolo di questo film proposti al grande pubblico nelle sale cinematografiche di Palermo.

Al di là della trama che vi accenno brevemente, così si fa per dire, per dovere di “cronaca”, considerati i fatti gravi e di violenza che vi si avvicendano, il film si presenta come una rievocazione del classico sogno americano di rivisitare forme di comportamento adolescenziale, ribelle e spensierato di una coppia di genitori che, quasi trentenni e ormai padre e madre di una tenerissima bambina, credono di potersi ancora tuffare nei bagordi giochi dei vicini di casa che invece lo sono veramente, giovani e ribelli!

Secondo tutte le apparenze, i neo genitori Mac (Rogen) e Kelly Radner (Byrne) immaginano di vivere, appunto, il classico sogno, arricchito dalla nascita della loro adorabile bambina e dall’acquisto di una bella casetta nuova di zecca, nei quartieri residenziali fuori città. Oniricità che viene bruscamente interrotta dall’arrivo , accanto al loro appartamento, di “vicini di casa” membri di una confraternita, Delta Psi Beta, guidati dal carismatico presidente Teddy Sanders (Efron), e tutti iscritti al college universitario. Personaggi scatenati, i quali hanno l’ambizione di conquistare il record delle bagordie più assurde ed insulse, piuttosto che studiare. Questo atteggiamento negativo e alterato, che coinvolge l’intera confraternita dei festaioli impenitenti, si impatta come una sfida critica, quando all’improvviso essi si trovano a dover affrontare un ostacolo inevitabile: l’arrivo dell’età adulta.

Mac e Kelly scoprono la notizia dell’arrivo dei nuovi vicini (dozzine di confratelli della congregazione!) e decidono di provare a stare al gioco e sfruttare il “meglio” da una situazione che sembra essere una manna dal cielo per la realizzazione del loro sogno di sentirsi ancora “giovani” e non “vecchi”, come invece vengono subito etichettati dagli altri.

Ma le feste dei confratelli cominciano a raccogliere sempre più adepti, arrivando a divenire celebrazioni dalle dimensioni epiche. Così entrambe le parti iniziano a irrigidirsi sulle proprie posizioni, il sonno della piccola bimba viene più volte interrotto, e perciò si arriva a sabotaggi, minacce e continui screzi che danno il via a una guerra che potrebbe durare secoli.

Il film purtroppo non è vietato ad un pubblico di minorenni e quelle immagini che si avvicendano brutalmente attraverso la tela cinematografica non sono per niente edificanti: droga, sesso, sodomia, violenza, sballo, queste le priorità della confraternita il cui Presidente non si dà mai per vinto neppure davanti all’intervento punitivo della polizia.

Una profonda riflessione mi attanagliava alla poltrona del cinema: lo sdegno ed il disagio vissuti drammaticamente assistendo alla proiezione di questo film non era legato solo alle scene spudorate, seppur a volte ironiche e a volte ilari, ma alla visione dei volti scioccati di quella parte di pubblico minorenne che era presente in sala e che assorbiva quei comportamenti da “bulli” come se fossero condotte esemplari, da trasportare nella loro vita, per livello di età e per il loro divertimento. Un vero pericolo per l’impatto con la loro fragile personalità che è ancora in formazione e che, alla vista di tante scene “oscene”, scusate il gioco di parole, corre il rischio di confondere la vita reale con quella propinata sul set dal film!

Mi preme invece sollecitare in positivo l’altro aspetto della trama che, seppur biasimata dai protagonisti Cattivi, resta comunque un buon esempio di valori per la vita e le scelte dei ragazzi, per quanto riguarda l’ambito coniugale e di famiglia, offerta al pubblico. Infatti, i due protagonisti marito e moglie, in antagonismo con l’efferatezza e la spregiudicatezza dei loro vicini, sono due persone che più volte si confermano il loro amore, e affidano alla loro bambina l’imbarazzo a volte dei loro momenti di vivo eros.

La tenerezza della bimba sovrasta ogni forma di comportamento negativo, per fortuna. Non mi era ancora accaduto di sconsigliare la visione di un film, ma per questo tipo di film, sicuramente, mi sento in dovere, seppur sommessamente, di invitare i genitori a dissuaderne la visione ai figli, soprattutto se emotivamente “minorenni”.

Gabriella Cerdone

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