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Elezioni, anche la Merkel tifa per Monti

Merkel e Monti, foto internet

Se tutte le donne del Presidente, dalla Mussolini alla Carfagna, passando per la Santanché, esultano per l’imminente ritorno del Cavaliere (salvo smentite di rito), Mario Monti incassa il sostegno della donna più potente del mondo. Da quanto riportato dall’Ansa, infatti, sembra che Angela Merkel auspichi una ricandidatura del Premier dimissionario.

I rapporti tra Frau Merkel e Monti sono stati sempre cordiali, sin dall‘esordio europeo del Capo del Governo tecnico. Certo, la cancelliera ha potuto constatare in prima persona le diversità di stile con il predecessore, memore dei “particolari” incontri ravvicinati tra lei e il Cav. Durante una riunione del G8, la leader della CDU si trovò da sola, appiantonata dinanzi alla sala congressi, ad attendere svariati minuti che Berlusconi finisse di parlare al telefono. Ma per quell’episodio passi, dato che lui si giustificò dicendo che stava convincendo Erdogan a negoziare con i leader occidentali. Per la serie “Una telefonata allunga la vita. Del mondo”.

Tuttavia è un‘intercettazione dello scorso anno che incrinò definitivamente i rapporti tra i due premier e, di riflesso, tra i due paesi. Quel “culona intrombabile” con cui la tedesca si sentì apostrofata dal “Signor” B. proprio non le andò giù. E da allora per l’Italia furono guai. Ogni richiesta di negoziazione relativa al debito pubblico veniva accompagnata da un deciso “Nein!”, mentre l’immagine del paese precipitava giù peggio del Prodotto Interno Lordo. Anche Sarkozy si lasciò influenzare, tanto che in un vertice bilaterale franco/tedesco, i due leader si lasciarono scappare una complice risata non appena sentirono una domanda di un giornalista che conteneva la parola “Berlusconi”.

L’arrivo di Monti mutò le carte in tavola. La considerazione dell’Italia a Bruxelles riprese quota, ma il Prof. non potè evitare l’accondiscendenza allo strapotere tedesco. Iniziarono così i continui “moniti da Berlino”, rimproveri ed apprezzamenti relativi all’altalena del disavanzo pubblico, ma soprattutto nacque il mito dello spread, l’ormai famigerato differenziale tra i nostri Titoli di Stato e quelli teutonici.

La politica filo-tedesca di Monti è proprio il cavallo di battaglia che Berlusconi si appresta ad usare per il suo “donchisciottiano” (citando Giuliano Ferrara, a proposito delle scarse probabilità di successo del Cav.) ritorno in campo. “Che ci importa dello Spread?”, “Basta con sto decisionismo della Germania!” saranno degli slogan che ci sentiremo propinare per i mesi venturi, nel tentativo di risvegliare un orgoglio di patria che neanche nella semifinale dei mondiali.

Intanto Monti, quatto quatto, viene sponsorizzato praticamente dall’intera Unione Europea. Lo vogliono tutti i leader, e non solo quelli del Ppe, tra cui spicca il Presidente Juncker: “grande sostegno a Monti”. Apprezzamenti sono arrivati da François Hollande e dal portavoce del Fondo Monetario Internazionale, Gerry Rice.

Un altro ammiratore, paradossalmente, è proprio lui. Berlusconi ha infatti ufficialmente invitato il Premier dimissionario a guidare i moderati, naturalmente dopo aver bocciato l’esperienza del suo Governo e aver citato dei sondaggi che darebbero a un’eventuale lista montiana un misero 6%.  Si aspettano nuove smentite e passi indietro. Il Professore, intanto, ci pensa su. 

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3 commenti

  1. Tutte el donne esultano perchè prima cosa ha promesso a loro che avranno la possibilità di ricevere per omaggio in natale la serie completa delle nuove FUCKING MACHINE ed inoltre Berli a promesso che mentre lui si ritirerà essendo il presidente con i fedelissimi del club Frocioni & co. tutte le donne avranno a disposizione un team di Congolesi che hanno vinto premi come i più dotati della nazione

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