Politica

Anche il Pd con Crocetta

Foto di Francesca Scaglione

La situazione politica siciliana è ancora molto fluida, tuttavia cominciano ad esserci le prime certezze. La prima è che si voterà il 28 ottobre, come stabilito ieri dalla giunta, e che quindi i partiti avranno un po’ più di tempo per organizzare la campagna elettorale. La seconda certezza è che l’asse Crocetta-D’Alia ha vinto le resistenze del Pd.

“Proporrò alla direzione regionale del Partito democratico di designare formalmente Rosario Crocetta candidato alla presidenza della Regione siciliana”, sono queste le parole della resa pronunciate dal segretario dei democratici Giuseppe Lupo in una conferenza stampa nella sede palermitana del Pd. Le parole di Lupo arrivano dopo settimane di resistenze che sono state spezzate dall’accordo tra l’ex sindaco di Gela e il segretario regionale dei centristi che ora puntano spediti verso l’Idv. E ad aprire ai dipietristi è il leader siciliano dell’Udc Gianpiero D’Alia: “Orlando ha l’occasione di diventare il motore di una seconda primavera politica per la città che amministra e per l’intera Sicilia. Sia meno orgoglioso e faccia come noi, anteponga all’interesse personale e partitico il bene della Regione, altrimenti rischia di trasformarsi nel migliore alleato di Berlusconi”.

A D’Alia si è aggiunto anche il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici che ha ricordato al sindaco di Palermo che “quando 2001 si è candidato alla presidenza della Regione ha avuto accanto a sé una coalizione compatta e generosa, adesso tocca a lui dare il suo contributo, e quello di Idv, per aggregare e costruire una candidatura che sia in grado di vincere e governare”. Ma l’Idv e Orlando non sembrano entusiasti di aggregarsi a Pd e Udc sul nome di Crocetta, tanto che il sindaco di Palermo pare stia studiando una strategia che non esclude la corsa in solitaria.

Critica sulla coalizione che sostiene Crocetta è anche Rita Borsellino: “Quella di Crocetta è una candidatura che divide. L’accordo con gli eredi del cuffarismo segna una rottura profonda nel centrosinistra”. Alla sorella del magistrato ucciso dalla mafia arriva a stretto giro di posta la dura replica di Crocetta: “Vorrei dire questo a Rita Borsellino con estrema semplicità: noi ci abbiamo provato prima con Orlando, con una alleanza pura di centrosinistra e abbiamo perso le elezioni, poi ci abbiamo provato con lei e abbiamo perso le elezioni, poi ci abbiamo provato con Anna Finocchiaro e abbiamo perso le elezioni. Cioé, la Sicilia si cambia perdendo le elezioni o vincendole?”.

Se Crocetta è riuscito a portare Pd e Udc dalla sua parte, più difficile sembra il percorso di Gianfranco Miccichè. Il leader di Grande Sud, forte della benedizione di Berlusconi, ieri ha ufficializzato con un video la sua discesa in campo per la corsa a Palazzo d’Orleans. L’ex sottosegretario del governo Berlusconi ha però precisato nel suo video che si candida per il suo partito e “con quanti vorranno venire con me”, una precisazione prudente quella di Miccichè probabilmente perchè il leader arancione sa di non essere particolarmente gradito a gran parte del Pdl siciliano che ieri ha manifestato alla luce del sole il malessere per una scelta che viene definita da più parti “imposta dall’alto”.

A guidare la fronda pidiellina contro la candidatura di Miccichè è il coordinatore del partito Giuseppe Castiglione che dice chiaramente che non sosterrà la candidatura del leader di Grande Sud, con lui i giovani e i maggiorenti del partito che non hanno dimenticato che il candidato in pectore a Palazzo d’Orleans è stato colui che ha spaccato il partito di Berlusconi in Sicilia. Perplessità sul nome di Miccichè anche dal leader del Pid Saverio Romano che sarebbe andato da Berlusconi per perorare la candidatura di Innocenzo Leontini. La questione probabilmente tornerà all’attenzione di Roma, ma intanto tornano a salire le quotazioni del rettore Lagalla e anche di Francesco Cascio che ieri l’ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo ha dato per sicuramente candidato. Il Presidente dell’Ars, interpellato dall’agenzia Adnkronos ha risposto con un enigmatico “non confermo e non smentisco la notizia della mia candidatura”.

L’Mpa intanto ha deciso di lavorare ad una candidatura autonoma, e per bocca del senatore Giovanni Pistorio liquida le candidature di Crocetta e Miccichè come “prodotti dei soliti giochi di partito”. Il movimento dell’ex presidente della regione dovrebbe puntare tutto sull’assessore alla sanità Massimo Russo che dovrebbe essere affiancato, se Fli sarà disponibile, da Fabio Granata in qualità di candidato vicepresidente. Di certo c’è che l’Mpa si presenterà alle urne con un nome nuovo di zecca: Partito dei Siciliani.

Adriano Frinchi

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