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Amianto, la Procura di Palermo sequestra il Parco Cassarà

Un’indagine a tappeto su tutti e 26 gli ettari del Parco Cassarà è stata decisa al termine di una riunione degli assessori Agata Bazzi e Giuseppe Barbera con il comandante della Polizia Municipale Vincenzo Messina, i tecnici del Comune che gestiscono il parco e i dirigenti dell’azienda regionale per l’ambiente (Arpa) e dell’azienda sanitaria provinciale (Asp), convocata immediatamente dopo il sequestro deciso dalla Procura di Palermo.

Si è quindi stabilito di andare oltre gli interventi fatti nei giorni scorsi, e cioè la rimozione di materiale contenente amianto rinvenuto sulla superficie del terreno in una sola zona, per verificare le ipotesi avanzate dal procuratore aggiunto Dino Petralia, e cioè che non ci si trova di fronte a episodi di discarica abusiva di questi giorni, bensì al venire in superficie, a causa delle intense piogge, di macerie di vecchi edifici che erano in quell’area molti anni prima che sorgesse il parco.

L’Amministrazione comunale intende fare questo esame approfondito per poter poi procedere alla bonifica e restituire ai cittadini la possibilità di godere del parco in assoluta tranquillità. Questo nella certezza che, da quando è stato aperto al pubblico, il parco è sempre stato costantemente monitorato e si è provveduto sollecitamente alla rimozione di tutti i materiali abusivamente abbandonati al suo interno seguendo tutte le regole di massima sicurezza.

“La notizia della presenza di polvere di amianto al Parco Cassarà ci lascia sbigottiti”. A parlare è il Presidente della IV Circoscrizione, Silvio Moncada che spiega che “nello scorso mese di febbraio, abbiamo chiesto agli uffici competenti del Comune e all’Asp di avere notizie in merito. L’azienda sanitaria rispose che si stava accertando la presenza di eternit in un’area ben delimitata che per sicurezza era stata transennata e che non vi era alcun pericolo per i cittadini. Adesso invece scopriamo che il pericolo c’era.

Chiediamo all’Assessore Bazzi di fare chiarezza sull’accaduto – aggiungono il vicepresidente Antonino Abbate e i consiglieri Serena Potenza e Nino Tuzzolino – e di bonificare tutta l’area, affinché in tempi brevi uno dei più bei polmoni verdi della città possa essere riaperto e riconsegnato alla città, tornando ad essere la casa dello sport, delle passeggiate dello svago e del relax per migliaia di cittadini. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura che saprà certamente accertare tutte le responsabilità”.

“La presenza di amianto in un’area del Parco Cassarà è semplicemente gravissima”. Lo dice il coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Simone Di Trapani, in merito al sequestro preventivo d’urgenza del Parco Cassarà disposto dalla Procura di Palermo.

“Come mai – chiede l’esponente di Sel – se già nei mesi scorsi una ditta specializzata, su incarico del Comune e con la supervisione dell’Arpa, aveva trovato dell’amianto in superficie non sono stati fatti ulteriori controlli? Non era forse il caso di procedere in modo più scrupoloso? Il Parco Cassarà è frequentato ogni giorno da decine di famiglie e tanti bambini, che abbiamo il dovere di proteggere. Il sequestro – conclude Di Trapani – dimostra che troppo spesso si procede in modo approssimativo senza pensare realmente al bene dei cittadini”.

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