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Amia. La guerra infinita tra Orlando e i Commissari

Amia
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La questione relativa alla gestione dell’Amia e dei rifiuti palermitani si fa sempre più spinosa: la tensione tra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed i Commissari Amia potrebbe avere subito una svolta ma si attendono i prossimi giorni per avere delle risposte definitive. “Ci vuole l’esercito. – provoca Figuccia di Mpa – I marciapiedi sono discariche ed i pedoni devono fare lo slalom tra i rifiuti in mezzo ai miasmi.”

La discarica di Bellolampo è in saturazione ed Orlando, sulle cui colpe si discute animatamente, è indignato. “Alla fine del mio ultimo mandato, nel 2000 – spiega il sindaco – il bilancio dell’Amia era in attivo; dopo più di dieci anni di amministrazione scellerata siamo arrivati a questa situazione-limite.” Orlando si scaglia contro l’operato dei Commissari dell’Amia i cui “compensi sono troppo alti. Potrebbero guadagnare anche 1 € all’anno, sarebbe sempre troppo. Ho trovato un’azienda saccheggiata.”

Ieri il presidio di Amia e AmiaEssemme a piazza Indipendenza (Palermo), oggi invece siti-in dei lavoratori degli ATO (Ambito Territoriale Ottimale) assieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil davanti molte prefetture siciliane.

La crisi coinvolge migliaia di operatori siciliani e le colpe non sono da attribuire esclusivamente al sindaco, sebbene sia giusto chiedere delucidazioni all’Amministrazione comunale di cui Orlando è il massimo portavoce. Ma la situazione è drasticamente diversa rispetto a quella del decennio scorso (anche del ventennio) in cui Orlando era venerato ed in questi primi mesi di gestione avrebbe dovuto fare di meglio.

Le dimissioni dei Commissari, volute da Orlando e minacciate a febbraio, potrebbero essere il prossimo capitolo di questa storia per loro stessa ammissione. “Il fallimento può e deve essere evitato. Orlando ha detto di avere i soldi e che il mancato stanziamento del budget si relativo alla presenza dei Commissari. Noi siamo pronti alle dimissioni purché Orlando intervenga pubblicamente garantendo sul Concordato con il Tribunale.”

Proprio il Concordato preventivo per l’Amia è stato bocciato dal Tribunale fallimentare lo scorso 5 aprile. “Nel documento dello scorso 28 febbraio Orlando ha mostrato buon senso dichiarando di avere le risorse necessarie per far fronte al problema ma non c’è nulla di giuridico o di ufficiale.” La Procura di Palermo sta valutando in queste ore se ci siano gli estremi per aprire un’inchiesta.

Orlando intanto ha incontrato il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Un dialogo molto proficuo: il bilancio comunale ha già assegnato le risorse necessarie per lo svolgimento dei servizi e Clini ne è adesso a conoscenza; ha dato il suo totale appoggio.” E continua proponendo due soluzioni. “Il Comune ha fatto ciò che chiedeva il Ministero dello Sviluppo Economico. Bisogna che l’Amia dichiari il fallimento e che il Tribunale nomini un “curatore” mentre il Comune si occuperà del versante economico. Un’altra soluzione potrebbe essere affidare l’Amia direttamente al Comune dopo essere stata requisita dalla Prefettura.”

Questa seconda opzione è però contrastata dal prefetto Postiglione il quale, sebbene abbia tessuto le lodi di Orlando, ricorda come la requisizione sia un provvedimento straordinario che segue un evento imprevedibile. E non sembra sia questo il caso.

Intanto i cittadini insorgono contro sindaco, tribunali, Commissari,  prefettura e Amia.

“E’ una situazione allucinante, qui in via De Saliba nessuno pulisce i resti del Mercatino del Sabato e siamo in mezzo a scarafaggi, topi e zanzare” – spiega un abitante del posto – “Siamo costretti a stare tutto il giorno con le finestre chiuse per non sentire i miasmi dalla strada che, con il caldo, si moltiplicano.” Come dargli torto?

Ci si auspica che il buon senso prevalga tra le parti in disaccordo. Ma soprattutto tra i cittadini palermitani.

Simone Giuffrida

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