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Amia e Gesip, trucchi e trucchetti per rendere la città invivibile

Gesip
Foto da Palermo.Repubblica.it

Si rende noto, altresì, che non è possibile programmare alcuna misura per fronteggiare le conseguenze che si avranno sul piano sociale in seguito all’attuazione del suddetto programma, in considerazione della grave crisi economica finanziaria in cui versa attualmente l’Amia Essemme Srl“.

Queste parole sono state scritte dai commissari dell’Amia, l’azienda che a Palermo si occupa dello smaltimento e della raccolta dei rifiuti, nello stesso fax in cui annunciano il licenziamento di 101 dipendenti.

Parole che inquietano e spaventano peggio di una trama di un film di Dario Argento. Perché dietro alle “conseguenze che si avranno sul piano sociale” c’è il rinnovo di un incubo per la città di Palermo: l’immondizia dovunque.

Il sindaco Leoluca Orlando ha bollato i commissari come ‘bugiardi’ e ‘irresponsabili’ ed ha chiesto l’intervento del Governo,  “titolare della vigilanza sul loro operato”.

In attesa di sviluppi, c’è un dato certo e incontrovertibile: Palermo è sempre più sull’orlo del baratro. Manca davvero poco al momento in cui la città sarà risucchiata da un ‘buco nero’ creato da anni e anni di cattivissima gestione dell’apparato amministrativo, di sprechi e di abusi.

Gesip e Amia, infatti, non sono che due esempi gravissimi dell’operato vergognoso di chi avrebbe dovuto rendere la nostra città vivibile, una volta nominati per farlo, ma che ha raggiunto il risultato opposto: lo scatafascio.

Gli operai delle due società, tra l’altro, non sono riusciti nell’intento di farsi ‘amare’ dai palermitani per il loro modo di (non) svolgere le attività – essenziali per la quotidianità – che avrebbero dovuto compiere. E oggi, più che mai, i cittadini non hanno alcuna voglia di sentir parlare di queste problematiche e soprattutto di salvare chi non si è guadagnato la fiducia per essere salvato.

Nonostante ciò, molti di ‘sti politici (che hanno confuso il senso della politica – il perseguimento del bene comune – con la ricerca dell’interesse privato) si sono ripresentati alle scorse elezioni amministrative (ed alcuni di loro sono stati rieletti) ed altri stanno facendo altrettanto in quelle regionali del 28 ottobre. Ma con quale faccia?

Palermo è sempre più una città devastata ed il peggio deve ancora arrivare. Prepariamoci a proteste dall’alba al tramonto, al traffico in tilt, a strade stracolme di rifiuti e cassonetti capovolti, a roghi accesi qua e là dalla gente disperata.

Quando accadrà, per favore, non ‘cacciamo’ soltanto le streghe ma mettiamoci una mano sulla coscienza perché chi ha causato lo sfascio della ‘capitale’ della Sicilia non è stato messo nelle condizioni di farlo per volontà dello ‘Spirito Santo’.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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