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Allarme di Google: a rischio la libera navigazione in rete

Google. Foto Internet

Il 13 e 14 Dicembre saranno due date cruciale per il futuro della rete.

Secondo quanto afferma Google con una pagina a tema, la libertà degli internauti potrebbe essere in serio pericolo.

In quei giorni infatti a Dubai si terrà un meeting fra i 190 paesi membri del l’ONU, e il colosso statunitense teme che l’ONU, attraverso la sua agenzia per le Telecomunicazioni, l’ ITU,  decida di arrogarsi i diritti di controllo sui sistemi basilari per il funzionamento del World Wide Web e degli altri servizi TCP/IP che ora sono in mano ad altre organizzazioni – come ICANN – prevalentemente influenzate dalla politica statunitense.

L’intenzione di Google è quella di sfruttare i gruppi di pressione più attenti alle tematiche di libertà e, soprattutto di libertà nel mare della navigazione in rete, affinché facciano pressione sui rispettivi rappresentati politici affinché l’incontro non vada nella direzioni auspicata da paesi come Iran, Cina e Russia, prevedibilmente interessati a togliere la gestione dell’infrastruttura di Internet agli USA per poter esercitare controlli di tipo censorio.

La smentita da parte dell’agenzia che fa capo all’Organizzazione delle Nazioni Unite è stata immediata, attraverso le dichiarazione di un suo portavoce: “l’ITU smentisce fermamente di avere messo in atto strategie volte a limitare la libertà e anche la gratuità di utilizzo di Internet e di servizi “accessori” come Skype, YouTube o Facebook: avesse voluto, dice ITU, Google avrebbe potuto partecipare all’incontro come membro IT. Ma non l’ha fatto.”

Anche un’altra agenzia dell’Onu ha partecipato al dibattito su Internet e libertà di navigazione. La Economic and Social Commission for APAC (ESCAP) ha più volte evidenziato come: “nel mondo la rete è libera ma anche “digital divisa”, soprattutto in Asia. Vi sono infatti differenze abissali fra i diversi paesi dell’area (Corea del Sud e Giappone in testa, tutti gli altri in coda) e urgono decisi interventi per far sviluppare l’economia di rete”.

Fabio Butera

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