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Alfano vs. Bersani: è lite sull’election day

Si accende lo scontro dialettico fra Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani. Oggetto del contendere è la data delle prossime elezioni e il fatto che sia stato deciso di separare le politiche dalle amministrative regionali in Lazio, Lombardia e Molise. Secondo il segretario del Pdl infatti, “Il Governo deve rimediare ad un errore grossolano e madornale”.  Per Alfano non accorpare regionali e politiche costerebbe ben 100 milioni in più ai contribuenti italiani.

“In commissione Bilancio alla Camera non si trovano i soldi per gli alluvionati della Maremma – ha aggiunto Alfano – e noi invece, buttiamo 100 mln di euro per anticipare di 50 giorni rispetto alle elezioni politiche quelle regionali”.

L’opinione del segretario del Pdl è che il Governo si sia lasciato guidare dal Pd nella scelta di non procedere all’election day.  “‘Questo esecutivo – ha proseguito – non può piegarsi al calcolo cinico di Bersani e del Pd. Questo fine settimana il mio partito valuterà sul da farsi. Il Pdl non può dire sì a questa proposta. Non ci si può mettere in ginocchio e ai piedi di Bersani”.

Alfano ha rincarato la dose poco più tardi, parlando ai giornalisti davanti la sede di Confcommercio. “Per il calcolo cinico di un leader di partito facciamo la ‘tassa Bersani’ di 100 milioni – ha ancora aggiunto il segretario del Pdl –  Questa è una tassa cinica, una cosa che mi indigna: fare l’11 febbraio le elezioni nel Lazio, Lombardia e Molise e il 7 aprile le politiche. A questo punto, anticipiamo le politiche a febbraio o spostiamo le regionali ad aprile. Non è che ci vuole il direttore Fmi per trovare questo risparmio”.

Non si è fatta attendere la replica del leader del Partito Democratico. “Cerchiamo di non dire banalità. Per me si va a votare nei tempi giusti per le politiche e il prima possibile per le regionali – ha detto Bersani – Invito Alfano a non fare il lavoro del presidente della Repubblica. Ce n’è già uno e lo fa benissimo. Alfano – ha continuato – faccia un po’ di conti e vedrà quanto costa tenere Regioni in piedi senza fare nulla“.

Nessuna replica ufficiale giunge invece da Palazzo Chigi, anche se è scontato il fatto che le parole di Alfano abbiano irritato e non poco Monti e il suo entourage.

Attese per le prossime ore, altri scontri dialettici su questo versante,  mentre sembra ancora lontano l’accordo fra le due forze politiche per la riforma della legge elettorale.

Luca Mangogna

 

 

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Un Commento

  1. Comico il riferimento di Bersani al ” non fare il lavoro del Presidente della Repubblica”.
    I compagni Bersani e Napolitano hanno già fatto anche troppo.

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