Politica

Alberto Campagna abbandona il Pdl

L’ex presidente del Consiglio Comunale di Palermo Alberto Campagna

L’estate è tempo di mietitura anche in politica, e in vista delle elezioni regionali il raccolto dell’Udc comincia ad essere davvero abbondante. Dopo gli ingressi di Francesco Musotto e di Lino Leanza arriva nel partito di Gianpiero D’Alia anche il deputato regionale Alberto Campagna. L’ex presidente del consiglio comunale di Palermo era stato avvistato venerdì 3 agosto alla direzione regionale dell’Udc e messo alle strette dai giornalisti Campagna aveva liquidato la cosa con una battuta: “Sono qui di passaggio”.

Ieri, però, è arrivata l’ufficialità di ciò che per mesi si era sussurrato cioè il passaggio sotto le insegne dello scudocrociato. Campagna parla di “decisione sofferta” ma coerente alla sua storia politica e descrive così il suo travaglio all’interno del Pdl: ”Non mi riconosco più in un partito che ha fatto scelte non più condivisibili, in un quadro complessivo di degrado politico e, quindi, reputo esaurito un percorso al quale ho creduto e che non rinnego, ma che non mi appassiona più”.

Poi, il deputato regionale spiega la scelta in favore del partito di D’Alia: ”Oggi sposo un nuovo progetto politico che, oltre a rappresentare quei valori insiti nel mio dna, vuole essere una nuova sfida fatta di partecipazione e di progettualità, per chi come me vuole ancora appassionarsi alla politica, per fare politica. Ed in questo mio humus – continua Campagna – fatto di ideali ma anche di impegno in tanti anni di attività politica, ho trovato la piena condivisione di Pierferdinando Casini e di Gianpiero D’Alia, sia in termini di spazi politici, che di coinvolgimento alla costruzione di un partito sempre più forte ed autorevole, che sappia rispondere ai bisogni e alle aspettative della gente”.

Con l’adesione di Alberto Campagna, che alle ultime elezioni regionali aveva raccolto nella lista del Pdl 12.516 voti nel collegio di Palermo, l’Udc si rafforza particolarmente in Sicilia occidentale e a Palermo dove di più aveva patito la scissione di Saverio Romano, e dove ora può contare su pezzi da novanta come Nino Dina, Francesco Musotto e Totò Lentini. Il rafforzamento del partito di Casini è fondamentale in vista delle elezioni regionali, per le quali qualcuno comincia a parlare di corsa solitaria, ma anche per le elezioni politiche dove c’è da riempire le liste per il Parlamento. E proprio questo ultimo dettaglio solletica la fantasia di alcuni nel Pdl, ansiosi di garantirsi il seggio a Sala d’Ercole o di tentare il salto a Roma, di certo non disponibili ad affondare insieme ad Alfano.

Adriano Frinchi

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